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keep calm hai trenta anni

10 cose che inevitabilmente cambiano dopo i 30 anni

30 anni e non sentirli… ne siete sicuri?

Le candeline sulla torta sono 30 o più? Non ti sembra vero? Credi di essere stato catapultato in una realtà parallela?

30 anni in un secondoNon è possibile che siano passati gli anni così in fretta, sicuramente ti starai chiedendo se sei tra i protagonisti del remake del film “30 anni in un secondo” dove una insoddisfatta tredicenne spera di crescere in fretta per poter passare indenne gli anni burrascosi dell’adolescenza.

Ahimè, non è così! Devi rassegnarti, il tempo passa inesorabilmente. Se hai già depennato tutte le voci della lista di 30 cose da fare prima di compiere i 30 anni di cosa ti preoccupi? Certo, hai ragione, le cose cambiano, ma non sempre in peggio.

Lo sanno bene i creatori della serie “I trentenni” che confrontano la vita dei trentenni e dei ventenni: il risultato è davvero esilarante!

Il miglior modo per esorcizzare le nostre paure è scherzarci su. Giftsitter.com lo sa bene e per questo motivo oggi ho deciso di esporti le 10 cose che inevitabilmente cambiano nella tua vita dai 30 anni in poi. Prima di leggere, però ho un avvertimento per te: siediti in un posto che ti fa sentire comodo e a tuo agio, una scatola di fazzolettini accanto la terrei per tutte le evenienze e, se dovesse essere tragica la situazione, una scatola di cioccolatini o una bottiglia di vino basteranno (spero).

  1. A 30 anni sei troppo vecchio per usare la tessera dell’Università per ottenere gli sconti.

    Va bene, ti senti giovane dentro e a trent’anni non sei mica un matusalemme, però non puoi proprio darla a bere e la tessera universitaria lasciala nel cassetto dei bei ricordi di gioventù. Il vero motivo che fa crollare ogni piano è semplicemente uno: la foto. Se è quella che ti avevano scattato quando avevi diciotto anni, adesso ne è passata di acqua sotto i ponti. Non mi stupirei se qualcuno, vedendola, possa chiedersi a chi hai rubato i documenti. Dammi retta, è inutile insistere, nessuno crederà che sei tu. Fattene una ragione!

  2. Dimagrire è un’impresa eroica.

    Dieta dei trentenniNonostante l’inevitabile rallentamento del metabolismo (sì, è solo colpa del metabolismo, lo so) che inesorabilmente ti fa inglobare qualche “rotolino di ciccia” di troppo, il cibo diventa il tuo migliore amico. Dai 30 anni in poi, quando incontri un amico dopo il weekend è molto probabile che non chiedi in quale locale sia andato a ballare sabato sera, ma dove è andato a mangiare e quanto ha speso. Mettersi a dieta? Sì, certo, ma alla tua età vuoi avere il rimpianto di dire “mannaggia, quello lo avrei potuto assaggiare”!

  3. Party in discoteca? A mesi alterni! 

    Dissenti con il punto precedente? Ti senti ancora l’anima della festa? Bene, non sto dicendo che la discoteca sia il diavolo, a 30 anni ti puoi ancora permettere quattro salti in pista, ma di sicuro è cambiato qualcosa. Dopo i trenta ti rendi conto che sei troppo vecchio per fare lunghe code in attesa di entrare in un locale o sgomitare tra la folla per riuscire a raggiungere il bancone e ordinare un cocktail. Poche cose valgono più del tempo che risparmi evitando di aspettare in fila e tu alla tua età lo sai bene, quindi ben venga la discoteca, ma rigorosamente con privè, niente stress e file all’ingresso. 

  4. Ormai ti invitano solo a matrimoni e battesimi.

    Hai scoperto a tue spese che andare ai matrimoni non solo ti mette di fronte all’infinito replicarsi di uno di quei siparietti simpatici tra gli amici sposati con figli che non fanno altro che chiederti quando deciderai anche tu di sposarti (l’umanità dovrebbe avere elementi sufficienti per non ripetere questi errori banali e grossolani: sei single per scelta… di chi non si sa, ma per scelta), ma costa anche denaro… il tuo! Sì, perché i sopracitati amici hanno pure il piacere di farti fare il testimone delle loro nozze! Secondo l’Istat il 35% delle rapine agli uffici postali in Italia sono effettuate da trentenni a cui era stato chiesto di fare da testimone a un matrimonio, ma, sfortunatamente, non potevano permetterselo.

  5. Lavori come un mulo e sei sottopagato.

    troppo lavoroSì, lo so, ti stai facendo il mazzo per raggiungere i tuoi obiettivi, ma questo non ti vieta di chiedere un aiuto. Per una volta la tua età ti dà una grande mano. Quando hai del lavoro in più cerca di affidarlo a qualcuno più giovane di te spiegandogli che non puoi pagarlo, ma in cambio “avrà un sacco di visibilità e farà esperienza”. Quante volte te lo sei sentito dire tu? Adesso è il tuo turno! Se non cede subito puoi anche spiegargli che il prossimo mese devi andare a un matrimonio, cosa che, anche se lui non lo sa ancora, costa un sacco di soldi (sì, oggi ce l’ho contro i matrimoni, ma è che mi sono arrivate più di 3 partecipazioni di nozze tutte nello stesso periodo, cercate di capirmi).

  6. La tua bacheca sui social cambia repentinamente.

    Anche in considerazione del fatto che per smaltire una sbronza ci vuole una settimana, la tua vita sociale ha un netto cambiamento e ciò si riversa anche nelle bacheche dei tuoi social network. Invece di foto di feste in cui tutti sono ubriachi, la tua home page di Facebook inizia a popolarsi di immagini di pancioni e bambini appena nati, figli dei tuoi amici (sì, proprio quelli che si sposano e che, se non ti hanno chiesto di fare da testimone, c’è il rischio che ti chiedano di fare il padrino o la madrina del battesimo).

  7. Nostalgia portami via.

    I trentenni sono un popolo di romantici e nostalgici. Ti vengono in mente cose successe dieci anni fa e pensi che ormai non hai più 20 anni. Racconti sempre gli stessi aneddoti e cominci ad usare troppo spesso l’espressione “Bei tempi!”

  8. Parola d’ordine: comodità!

    A proposito dei “bei tempi”. Mentre un tempo indossavi i pantaloncini (per i maschietti) o minigonna (per le femminucce) anche a febbraio adesso cominci a valutare l’acquisto di una calzamaglia da indossare sotto i jeans.

  9. Passare il sabato pomeriggio all’Ikea è elettrizzante…

    …un po’ meno il montaggio dei mobili appena tornati a casa. Passeranno settimane prima che si raggiunga l’obiettivo prefissato. Ti svelo un segreto, non guardare mai la foto della scatola, serve solo ad illuderti che possa realmente servire a qualcosa la tua esperienza con l’assemblaggio delle sorprese dell’uovo Kinder.

  10. Sei stufo di ricevere sempre i soliti regali per il tuo compleanno.

    Hai la cantina piena di doppioni e non sai più che fartene. Preferiresti di gran lunga un viaggio in giro per il mondo e invece avrai sempre chi ti regalerà qualcosa di terrificante: i regali brutti sono sempre in agguato!

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trentenni_eroi

Trentenni, una generazione di eroi e nostalgici

Trent’anni e non sentirli

Bamboccioni? Assolutamente no! Non me ne vogliano tutti quelli nati negli anni ’90, ma noi, i nati negli anni ’80, abbiamo una marcia in più. Non ci credete? Cercherò di spiegarvi tutte le motivazioni che mi hanno portata a convincermi di ciò (e no, non sono di parte perché sono una trentenne anche io).

I trentenni sono una generazione di sopravvissuti

keep-calm-you-have-30-yearsSì, sopravvissuti per miracolo, aggiungerei. Chi durante nelle giornate afose d’estate non ha mai utilizzato il mitico “Cristal Ball”, non curante dell’odore fortemente chimico che emanava quella sostanza? Chi, durante i lavoretti scolastici, non ha letteralmente sniffato l’unica e inimitabile “colla coccoina”? E poi, a corto di oggetti tecnologici “infernali” che tengono incantati davanti a uno schermo i ragazzini di oggi, noi giocavamo in strada, non avevamo mamme terrorizzate per rapimenti “alieni”. Noi giocavamo a nascondino e si faceva seriamente: si poteva rimanere ore e ore in un angolino buoi pur di vincere (salvo poi accorgersi che i tuoi amici erano andati al bar a prendere un gelato non curanti della tua assenza). Noi giocavamo a pallavolo e la rete era in cancello di casa. Noi giocavamo allo “Schiaffo del soldato”, è vero, eravamo tutti terrorizzati dal “compagnetto cresciutello” che somigliava a un armadio, ma continuavamo a giocare. Masochisti? Non saprei, sicuramente dei perfetti “survivor”.

I trentenni sono una generazione di nostalgici

Superati gli “enta” si comincia ad arricchire il proprio vocabolario con degli intercalare fissi “ti ricordi quando…”, “quando ero piccolo…” per poi concludere con il famigerato “bei tempi”. Ragazzi ammettiamolo, a chi non uscirebbe una lacrimuccia ripensando a “Giochi senza frontiere” in tv per poi dire al ventenne di turo “ah, che ne potete capire voi?”.

I trentenni sono una generazione multitasking

Ok, so cosa state pensando care amiche all’ascolto, nessuno è più multitasking di una donna, ma facciamo un po’ di posto ai nostri amici maschietti. In un presente dove la parola d’ordine è “crisi” ci ci trova a dover sbarcare il lunario in qualsiasi modo (eh sì, non abbiamo più 18 anni e le esigenze sono maggiori. Ci ritroviamo a fare due o tre lavori in un giorno, anche se non tutti retribuiti, per l’esperienza, la visibilità (l’arma più utilizzata dai datori di lavoro del 2016) o per entrare all’interno di un settore che ci interessa. E dopo il lavoro? Siamo trentenni, ma ancora sappiamo divertirci. Sì, è vero, i nostri hangover durano 4 giorni, ma non demordiamo. L’aperitivo con gli amici, la cenetta romantica con la nostra dolce metà, il weekend fuori porta: non ci facciamo mancare nulla.

Un pensiero va, infine a tutti quei trentenni che, ormai, hanno deciso di mettere la testa a posto e hanno creato una famiglia. Loro sì che sono i veri eroi!