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Cose da fare

Le 30 (e lode) cose da fare prima di laurearsi

Quali sono le 30 (e lode) cose che gli studenti dovrebbero fare prima di laurearsi?

Questo manuale ti aiuterà ad affrontare il percorso universitario nel migliore dei modi. 30 (e lode) consigli per rendere sorprendenti gli anni più belli della vita di un universitario.

Il diario dello studente (prima parte)

Questo è l’elenco delle 30 e lode cose da fare prima di arrivare al giorno più importante della vita di uno studente, quello della laurea.

  1. Studentessa laureata La scelta dell’università
    Sì, sembra un’ovvietà, ma questa è la decisione più importante da affrontare per aver modo di completare questo elenco. Non dimenticare di seguire le tue ambizioni, le tue aspirazioni e le tue passioni.
  2. Vivi con entusiasmo, curiosità e felicità il primo giorno di università!
    Essere matricola ha tanti aspetti positivi, più di quanti si possa pensare.
  3. La cena prima dell’esame
    Mangiare 30 cheeseburger con il tuo migliore amico (e collega) la notte prima di un esame è sicuramente una cosa da provare… io l’ho fatto ed è andata bene, lo giuro.
  4. Il giorno prima di un esame
    Cerca di svagare un po’, divertiti, esci con gli amici e gioca ai videogames tutta la notte. Generalmente il primo giorno serve soltanto ad aumentare la tensione e a concludere la giornata con la frase più pronunciata dagli studenti… “non so nulla, domani sarà un disastro”.
  5. Trova un portafortuna
    La scaramanzia, sappiamo tutti, non è mai abbastanza. Ad esempio il mio talismano era il gatto, non lo portavo agli esami ma non falliva mai. 30 e lode al mio gatto!
  6. Sostenere un esame all’orario stabilito
    Questo punto non dipende da te, ma ti auguriamo di poter trovare, prima o poi, una commissione d’esame puntuale.
  7. Farsi accompagnare a lezione in ambulanza
    No, non è una gufata. Il ritardo non è mai abbastanza e quindi a mali estremi, estremi rimedi.
    …p.s. conosco gente che l’ha fatto sul serio.
  8. Viaggia
    L’aereo non usarlo solo per tornare a casa, scopri il mondo, è troppo bello per non essere visitato. Viaggiare ti aiuta a scoprire nuovi luoghi,  nuove prospettive, nuovi stimoli e nuove passioni, è un momento di crescita formidabile.
  9. Erasmus
    Il miglior modo per abbinare crescita, divertimento e conoscenza, non dubitarne. Lanciati in questa fantastica esperienza!
  10. Dormire a lezione
    Dopo aver passato una notte da leone e aver la presenza obbligatoria, resta l’unica soluzione.
  11. L’amico che prende gli appunti
    Questo punto va necessariamente abbinato con quello precedente, ti salverà la vita (e la laurea).
    appunti lezione

    Il diario dello studente fuori sede

  12. Trova una casa
    Possibilmente vicino all’università, spaziosa e soprattutto con il condizionatore.
  13. Imparare a cucinare
    Perché la pasta con il tonno, con il pesto, le uova, i wurstel e la nutella sono i piatti preferiti dallo studente fuori sede… disperato.
  14. La raccolta differenziata
    L’incubo di ogni studente fuori sede, la multa è sempre dietro l’angolo: certo, bisogna pure impegnarsi per buttare la mozzarella confezionata nell’umido… e vi giuro, anche in questo caso conosco persone che l’hanno fatto.
  15. Trovare il supermercato più vicino a casa
    Sconosciuti fino a questo momento, questi sono luoghi affollati dove si comprano i beni di prima necessità (e non solo). Evita di fare la fine dello studente fuori sede disperato (vedi il punto tredici).
  16. Imparare a fare la spesa
    I fondi non sono infiniti e dovrai arrivare in salute alla fine mese, non ridurti mai a pranzare e cenare con latte e cereali. Non perderti d’animo, questo corso di sopravvivenza alimentare ti cambierà letteralmente la vita, stanne certo.
  17. Divertiti
    Le feste, le gite fuori porta e l’escursioni, una volta laureati, non torneranno più. Non perdere le occasioni e impara a dire “sì” più spesso.
    studenti festeggiano in spiaggia
  18. Imparare a fare il bucato
    È un altro passo fondamentale nella vita di un fuorisede, a meno che non preferiate comprare vestiti nuovi ogni giorno è arrivata l’ora di imparare a fare la lavatrice.
  19. Imparare a stirare
    Questa è una conseguenza del punto precedente, ma per ovviare a tutto ciò:
  20. Trovare la lavanderia più vicina a casa
    Perché se i due punti precedenti richiedono tempo e pazienza, potrai risolvere tutto con pochi spiccioli, levandoti pensieri e non dovendo imparare nulla.
  21. Maratona di serie tv
    A ciascuno la sua. Lo studente fuori sede diventa un divoratore seriale di saghe di ogni genere.
    ragazza sul divano
  22. Fatti mandare i pacchi da casa
    Cerca di trattenere le lacrime, è arrivato il cibo.  Finalmente potrai mangiare qualcosa di diverso da quanto elencato al punto dodici.
  23. I contenitori per alimenti
    Il terrore di ogni studente fuori sede: loro devono tornare a casa sani e salvi, sempre.

    Il diario dello studente laureando

  24. Scegliere la tesi di laurea
    Eccoti arrivato al momento clou della tua vita da studente, la tesi di laurea. Scegli bene l’argomento e buona fortuna.
  25. Trovare il relatore 
    Colui che stravolgerà le tue idee, le tue certezze e le tue convinzioni; non vedrai l’ora che arrivi il giorno della proclamazione.
  26. Fare una massiccia scorta di Maalox
    Ne avrai bisogno soprattutto nel periodo di consegna della tesi e le notti prima degli ultimi esami. Un fedele amico.
  27. Divertiti dopo l’ultimo esame
    Dopo l’ultimo, maledetto e memorabile esame da 30 e lode (qualunque sia il voto), ecco le cinque cose da fare dopo la laurea.
  28. Organizza la festa di laurea
    Rendi indimenticabile uno dei giorni più importanti della tua vita, te lo meriti dopo anni di sacrifici.
  29. Crea la tua lista regalo con Giftsitter.
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  30. Il giorno della laurea
    Sta arrivando e non hai ancora pensato a cosa indossare? Nessun problema, ecco una guida sull’outfit ideale. Adesso non resta che attendere la proclamazione!

30… e lode! Il viaggio
Il momento del meritato riposo, del relax e della gratificazione è arrivato, buon viaggio!

Vista dall'aereo

Congratulazioni! Obiettivo raggiunto!

Hai affrontato con successo l’elenco delle 30 e lode cose fare prima di laurearsi, non è stato così difficile, vero?

natale

Il Natale degli studenti fuori sede: gioie e traumi

Sotto l’albero di Natale degli studenti universitari fuori sede…

Tornare a casa per le feste natalizie per uno studente fuori sede non è una cosa semplice: sono settimane che sogna le leccornie e le prelibatezze preparate da mamma, ma ha anche il timore di dover rientrare nei ritmi familiari. Sì, perché nel momento in cui si varca la soglia di casa sembra che si venga catapultati in una realtà parallela.

Datti un pizzicotto e scoprirai che è tutto vero!

Dopo mesi di telefonate (skype rimane sempre una cosa sconosciuta per qualsiasi genitore) la tua famiglia è lì, in pieno effetto 3D, HD e dolby surround, quindi, calma e sangue freddo. Non so la tua, ma la mia è una grossa, grassa, rumorosa famiglia e forse il bello è anche questo, ma non sempre è tutto piacevole.

Diciamo che sul Natale degli studenti fuori sede si potrebbe scrivere un libro, ma cerchiamo di fare una breve lista delle gioie e dei traumi che, dopo mesi di solitudine e giornate all’insegna dello stato brado, lo studente studente fuori sede prova nel momento in cui torna a casa per le vacanze natalizie:

  1. Natale degli studenti fuori sede albero con libriMamma, nonne e zie sono pronte da settimane a rimpinzarti di cibo perché appena ti vedono esclamano: “ma quanto sei dimagrito? Ma mangi?”. E non importa se sei ingrassato 20 chili a furia di mangiare junk food e l’irresistibile pasta dello studente (ovviamente tutto ben irrorato da fiumi di alcol di ogni tipo), per loro sarai sempre sciupato.
  2. Parenti e amici, indistintamente, la prima cosa che ti chiedono nel momento in cui ti avvistano nei paraggi è “ma quando vai via?”, perché ormai tu per loro sei paragonabile a un nomade senza casa.
  3. Se ogni giorno in Africa un leone corre per catturare una gazzella, ogni giorno a casa durante le feste natalizie tua madre ti sveglia chiedendoti “cosa vuoi mangiare oggi?”. La risposta deve essere immediata e decisa, non hai nemmeno il tempo di un caffè.
  4. Languorino? Apri il frigo ti viene da piangere perché è impossibile che tutta quella roba sia a tua disposizione, di sicuro è dei tuoi coinquilini, meglio lasciarla lì. No, aspetta, sei casa con i tuoi e il frigo diventa automaticamente di tua proprietà. Fatti sotto!
  5. Il momento dei regali tristi è un cult. Pronto a ricevere calzini, ciabatte imbarazzanti, maglioni di lana e cianfrusaglie? Tranquillo, non sono solo i tuoi parenti ad avere il gusto dell’orrido, anche i miei sono dei professionisti nel trovare i regali più brutti disponibili sul mercato.
  6. Arriva il momento del brindisi, finalmente si comincia a ragionare. Bisogna trovare un modo per superare i momenti di tristezza, se non fosse che tutti i parenti ti guardano sospettosi e fanno battute sulla tua attitudine all’alcolismo contando quanti bicchierini ti fai fuori durante la serata. Loro non possono saperlo, ma ci vogliono mesi di allenamento per riuscire a rimanere attivi dopo una bevuta. Questo è professionismo!
  7. C’è sempre lo zio che ti chiede “ma tu con la tua laurea che lavoro puoi fare?” e quando cerchi di tirar fuori i tuoi ideali giovanili e i sogni nel cassetto, lui, puntualmente ti stronca e sta tutta la sera a cercare di farti capire che l’ideale è un posto fisso e una villetta con giardino. Ai primi segnali di cedimento, quando sei lì lì per convincerti che forse il tuo caro zio non ha tutti i torti… TRACK se ne esce con “caro mio, c’è la crisi” e quindi nel tuo futuro vede solo tanta disoccupazione.
  8. Se lo zio vuol sapere tutto sulla tua laurea, la zia invece ti chiede “ma la fidanzata? (o fidanzato?)”. Perché a Natale farsi i fatti tuoi è un dovere di famiglia!
  9. Durante le feste natalizie ti senti sotto esame. Ci sarà sempre chi ti chiederà: “quante esami ti mancano alla laurea? Quanti esami hai dato quest’anno? Quando hai il prossimo esame?”. Sono domande delicate e misteriose alle quali nemmeno Alan Kadmon potrebbe dare una risposta.
  10. Lo studio viene in secondo piano, vivi le festività con tranquillità fino a quando ti accorgi che sei arrivato al 6 gennaio senza aprire un libro e comincia la tua disperazione.

Cari studenti, le feste natalizie sono ormai arrivate. Mangiate, bevete, divertitevi e non pensate allo studio. Buone feste da Giftsitter!

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5 cose da fare prima della fine dei giorni da studente

Cosa fare prima di concludere il proprio percorso universitario?

La vita universitaria è piena di lezioni, ricevimenti con i docenti, compiti da svolgere, progetti individuali e di gruppo, esami e ancora esami, il tutto accompagnato da stress, ansie e fiumi di caffeina. Ma per fortuna il periodo universitario è anche altro: è il momento di fare nuovi incontri che potranno rivelarsi fondamentali per il proprio futuro (lavorativo e non) e per godersi anche un po’ di spensieratezza.

cosa_fare_studentePrima o poi arriva il momento in cui questa vita da studente si deve abbandonare, dopo tanta fatica, tanti esami e tanto stress la laurea si avvicina. Ecco quindi le 5 cose da fare prima di concludere il proprio percorso universitario. 

1. Sì alle opportunità. Diventare un “yes man” è l’obiettivo. Ti invitano ad un seminario, ad una festa, ad un festival? Accetta senza batter ciglio. Queste esperienze possono portare solo cose positive!

2.  Imparare una nuova lingua. L’Inglese è fondamentale, senza ombra di dubbio, ma conoscere un’altra lingua oltre al canonico inglese può aprirvi molte porte.

3. Imparare a cucinare. Imparare a cucinare bene per se stessi è l’inizio della vostra indipendenza. È appagante passare la settimana senza ordinare al take-away o fare affidamento su mamma e papà per un pasto veloce.

4. Viaggiare. Erasmus è la parola d’ordine. Non fatevi sfuggire la possibilità di vivere, seppur per un breve periodo di tempo, in un Paese straniero.

5. Lista dei desideri e obiettivi. Cosa vorreste fare da grandi? Qual è il vostro obiettivo? Scrivete su un foglio tutto quello che vi passa per la testa, ogni idea è un’opportunità da cogliere al volo anche se inizialmente può sembrarvi folle. Ricordate, c’è tantissimo da vivere dopo la laurea. Davvero!

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studenti

Tipi da spiaggia: gli studenti in vacanza!

Finalmente la sessione estiva è finita per tutti, complimenti siete sopravvissuti! Adesso non rimane che pensare alle vacanze, sicuramente brevi, ma son sempre vacanze! Meno di due settimane in cui tutto è concesso, o almeno così si spera.

Ecco è giunto il momento di salutare la facoltà e di fare le valige per andare in vacanza e scaricare tutto lo stress accumulato durante tutto l’anno accademico.

Come sempre noi di Giftsitter.com vi invitiamo a non prendervi troppo sul serio e anche oggi divideremo gli studenti in base alla facoltà che frequentano. Perché sì, facoltà che vai, abitudini sotto l’ombrellone che trovi.

studente in vacanza viaggio GiftsitterLO STUDENTE DI GIURISPRUDENZA – Cominciamo con lo studente di giurisprudenza in vacanza, anche perché è la categoria che affolla maggiormente le spiagge italiane. Perché? Se non lo sapete scopritelo qui. Lo studente di giurisprudenza in vacanza porta con sé due trolley di dimensioni diverse: in quello più piccolo i vestiti, nell’altro i libri. Tranquilli, non li userà, il problema è che ormai è entrato nella forma mentis in cui per qualsiasi cosa ha bisogno di consultare i codici. Inoltre la spiaggia è il luogo ideale per fare tirocini: si può litigare per il diritto di prelazione sul metro quadro di sabbia dove mettere l’asciugamano perché attenzione, “l’aveva visto prima lui e ha i testimoni che possono confermarlo”.

LO STUDENTE DI LINGUE – Il più ambitissimo compagno di viaggi per gli amici che vogliono andare all’estero. Perché? Traduttore ufficiale, qualsiasi problema lo risolve lui con la sua dialettica e, non dimentichiamo, vuoi non farlo litigare in lingua straniera con la famigliola con 4 bambini a seguito perché disturbano?

LO STUDENTE DI ECONOMIA  Se spendi l’economia gira. Lo studente di Economia in vacanza fa lo spendaccione e partecipa a tutti i party più cool della stazione balneare. Non bada a spese, tanto, tornato a casa, quando si ritroverà senza un soldo falserà il bilancio… inutilmente.

LO STUDENTE DI SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE – Lui è assolutamente nel suo habitat naturale: scatta foto, posta tutto sui social. Questa è l’occasione per conoscere gente nuova e avrà spazio per discutere su come il proprio corso di studi sia utilissimo, ma con pochi risultati.

LO STUDENTE DI CHIMICA – Dimenticate le ampolle, fialette, alambicchi e distillatori, lo studente di chimica in vacanza ha solo un cocktail in mano e, no, non gli interessa la composizione chimica e gli effetti che gli procurerà.

LO STUDENTE DI PSICOLOGIA – Lo studente di psicologia sta zitto e ascolta. Ogni tanto annuisce con aria soddisfatta: sta incamerando informazioni utili che userà per la sua tesi “Gli effetti delle vacanze estive sui ragazzi tra i 20 e i 30 anni”. Sta studiando anche in questo momento. E l’oggetto di studio potrebbe essere chiunque. Lui sa cosa stai pensando ancor prima che lo capisca tu.

LO STUDENTE DI SCIENZE MOTORIE – Organizzatore di tutti i tornei di beach volley della stagione estiva. Lo studente di scienze motorie è pronto a sfoggiare le sue competenze in campo e, no, non è ammessa la rivincita!

LO STUDENTE DI FILOSOFIA – Ok, in vacanza c’è finito per caso. Passiamo oltre!

LO STUDENTE DI MEDICINA – Lui aspetta in ansia, quatto quatto, che qualcuno gridi “aiuto, aiuto, c’è bisogno di un dottore!”. In quel momento non c’è nessuno a parte lui (QUASI DOTTORE). Ripassa a mente le manovre per il massaggio cardiaco quando… si accorge che c’è un ginocchio sbucciato da medicare!

LO STUDENTE DI INGEGNERIA – Sempre per via della teoria che lo studente di ingegneria è il MacGyver della situazione, a lui è assegnato il compito di piantare l’ombrellone e, se dovesse volare a causa di un tornado, la colpa è sua: è lui l’ingegnere!

Ragazzi, godetevi questa meritata vacanza! 

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Stereotipi: dimmi che facoltà frequenti e ti dirò chi sei!

La facoltà che frequenti ti somiglia o sono solo stereotipi e credenze?

Qualsiasi sia la facoltà scelta ci sarà sempre chi si imbatterà in alcuni stereotipi ormai entrati a far parte della vita di tutti i giorni. Tu, povero studente universitario sotto stress, ti ritroverai a fare i conti con amici e parenti che, anche se non volutamente, cadranno nel limbo delle frasi ovvie e banali. Cosa fare? Beh, non prendersi troppo sul serio e farsi una risata è sempre la cosa migliore in questi casi.

Ecco cosa pensano gli altri della tua facoltà!

untitled-1-maxw-650INGEGNERIA – Sei iscritto in Ingegneria? Complimenti, ti sei aggiudicato il posto vacante del MacGyver della comitiva! Non importa quale ramo tu abbia scelto, se informatica, edile, ambientale, industriale, aerospaziale, non hai scampo! Per i tuoi amici e parenti d’ora in poi sarai chi risolve i problemi più assurdi, anche quelli che non competono il tuo capo di studi semplicemente perché studi per diventare “ingegnere”. Basta, la discussione è chiusa!

LETTERE – Già se sei un uomo e studi lettere vieni guardato dall’alto in basso perché si sa che è ritenuta una facoltà prettamente femminile. Se studi lettere non ti è permesso sgarrare o far una battuta in dialetto perché agli occhi di chi ti circonda sei il linguaggio aulico fatto persona. Ovviamente se hai scelto l’indirizzo classico tutti ti faranno la solita domanda: “ma a che serve nel 2015 conoscere il latino e greco?”. Ignorali, perché non sanno quello che dicono.

MEDICINA – Hai appena superato il test per entrare a medicina che già in famiglia ti considerano il loro medico personale. Ogni acciacco o dolorino è un campanello di allarme tanto da ricevere telefonate del tipo: “ho un dolore al fianco destro, cosa può essere?”. Ogni tanto cedi alla tentazione di rispondere “niente di grave, morirai tra un paio d’ore” solo per il gusto sadico di vedere la faccia del tuo interlocutore. Poi invece ci sarà chi criticherà il tuo cambiamento repentino: camicie bianche, rigorosamente stirate dalla mamma, borsa in pelle, occhiali classici senza montatura e calligrafia che improvvisamente diventa indecifrabile. Caro studente di medicina, a noi puoi dirlo: ammettilo, esiste un esame di calligrafia incomprensibile nella tua facoltà?

CHIMICA – Il tuo soprannome sarà sempre e solo “scienziato pazzo”. I tuoi amici ti immaginano al laboratorio, rigorosamente con il camice bianco e sommerso da ampolle, fialette, alambicchi e distillatori, intento a creare una “pozione magica”. 

interpreterLINGUE – Non importa dove sei, cosa stai facendo e perché lo stai facendo, per amici e parenti sei il loro personale TRADUTTORE AUTOMATICO, che neanche Google Translate riuscirebbe a fare di meglio. Di qualsiasi cosa tu stia parlando arriverà sempre qualcuno che ti farà quella domanda secca e a bruciapelo che solitamente alle tue orecchie suona più o meno così: “come si dice tracotante in afgano?”. Cominci a sudare freddo, non vuoi deludere le aspettative del tuo interlocutore, né fargli mettere in dubbio la tua preparazione universitaria quando… ti ricordi che tu l’afgano non lo hai mai studiato! La tua situazione si aggrava se sei uno studente di lingue considerate “strane” (arabo, cinese, giapponese, russo ecc.) perché automaticamente ti trasformerai in un fenomeno da baraccone e ti verrà chiesto di parlare (senza motivo apparente) nella lingua “stramba” anche se chi ti ascolta non ne capisce nulla solo per il gusto di vedere “il numero della scimmietta del circo” e poi cercare di replicarti con un volgarissimo “cian ciun cin” o “ahlah akgafbnhs“.

COMUNICAZIONE – “E quindi a che serve la tua laurea?” classica domanda che lo studente di comunicazione sente rivolgersi almeno una volta a settimana. La comunicazione è in continua evoluzione rispetto alle nuove tecnologie, motivo per cui lo studente non sa rispondere a questa domanda, perché realmente non sa quale sarà il suo futuro. Quindi, calma e sangue freddo!

VETERINARIA – “Oh, ma quindi ti piacciono gli animali?”. Tipica frase che uno studente di veterinaria sente dirsi almeno due volte al giorno. E cosa dovrebbe piacere ad uno studente di veterinaria?

PSICOLOGIA – Automaticamente diventerai il consigliere di ogni tuo amico che ti chiederà opinioni ogni ora del giorno. Poi ci sarà chi ti chiederà gentilmente di psicoanalizzarlo solo per avere la scusa per dire “sai, sono una persona complicata”. Ma la frase più bella che ti sentirai dire è: “allora studierai i pazzi?”. 

copertina-domenicoFILOSOFIA – Da cosa partiamo? Sei considerato un morto di fame a prescindere da quello che poi farai realmente nella tua vita perché, come ti dicono tutti ogni giorno, “che farai il filosofo? ahahahah”. Chi studia filosofia inoltre viene considerata una persona che ha problemi con la concretezza e che inizia ad analizzare le cose da un punto di vista astratto e confuso, come se ogni cosa che accade fosse frutto di un piano premeditato da un ordine superiore. In realtà… eh, mi dispiace, sei indifendibile!

SCIENZE MOTORIE – “E oggi cosa hai fatto? Una partitella a calcetto o a pallavolo?”. Inutile spiegare che in scienze motorie non si passa tutto il tempo a bighellonare e giocherellare, tu sarai sempre il tipo che all’università gioca e si diverte. Mi dispiace, non c’è modo di far cambiare idea ai tuoi amici!

ECONOMIA – Automaticamente diventi il contabile della comitiva. Quando si parla di soldi tutti chiedono consiglio a te (anche quando si tratta di dividere il conto del ristorante). Inutile cercare di far capire quante strade si possano prendere con la tua laurea, per gli altri tu sarai solo quello “che fa i conti”. 

GIURISPRUDENZA – La facoltà più gettonata di tutti i tempi tanto da credere che sia la facoltà jolly per eccellenza: “non sai dove iscriverti all’università? Scegli giurisprudenza!”. Sei considerato uno studente tutto d’un pezzo, per te la legalità è tutto e per gli amici sei il loro paladino della giustizia (già stanno cominciando a litigare con un po’ di gente, tanto hanno l’amico che farà l’avvocato). In realtà lo studente di giurisprudenza passa le sue notti ad infrangere milioni di regole: tutti quegli articoli, tutte quelle sentenze, tutti quei codici devono essere dimenticati nel fondo di un bicchiere. Solo quando arriverà a fare l’esame di Stato per avvocato cambierà le sue abitudini!

Cosa ne pensi? Ti sei riconosciuto in uno di questi stereotipi? Ne hai degli altri? Raccontaceli!

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frasi pronunciare dagli studenti universitari

Le 10 frasi più pronunciate da uno studente universitario

Ci sono frasi che accompagnano la vita universitaria di uno studente fino al giorno della laurea: ecco le 10 più quotate!

Che siate studenti universitari sotto esami, stressati o assonnati, matricole o laureandi, in procinto di consegnare la tesi o sostenere il primo esame della propria carriera universitaria, scommettiamo che almeno una volta durante tutto il vostro percorso di studi avete pronunciato o pronuncerete queste frasi.

Siete pronti a dire che non è assolutamente così? Vi lanciamo un guanto di sfida! Ecco l’elenco delle 10 frasi più pronunciate dagli studenti universitari.

  1. Non so niente. Chi non lo ha mai detto anche se preparatissimo? Quasi un rito scaramantico per coloro i quali prendono puntualmente 30 e lode all’esame.
  2. Che cosa ti ha chiesto? Come gli avvoltoi si fiondano sulla carcassa da mangiare, ci sono sempre quelli che si lanciano contro lo studente che ha appena finito un esame per pronunciare la fatidica domanda: “che ti ha chiesto?”, come se le domande chieste per un esame siano oro colato. Cosa accade? Leggete il punto successivo.Dubbio
  3. Questo capitolo non lo faccio, tanto mi hanno detto che non lo chiede. Le leggende sui programmi e gli esami che aleggiano nell’aria. Chi non ha mai detto questa frase e… puntualmente qual è la prima domanda dell’esame? Ovviamente quella sul capitolo non studiato “perché tanto il professore non lo chiede mai”!
  4. Appena mi laureo giuro che faccio un falò con i libri. Siamo onesti, nessuno lo farà mai perché sarà tanta la soddisfazione personale per il traguardo raggiunto che i nostri bei libri universitari, anche quelli della materia ritenuta più inutile durante il corso di studi, saranno messi lì in bella mostra nella vostra libreria.
  5. Oggi vado a letto presto, domani devo studiare. Diciamo che è una sorta di mantra volto all’autoconvincimento. Per avvedersi ancora di più, si cominciano a programmare sveglie a distanza di 5 minuti sperando di contrastare il sonno profondo. Si pensa ingenuamente “se la prima non farà effetto, forse la decima sì!”. Ovviamente tutto inutile, dopo la battaglia contro la sveglia avete premuto il tasto “disattiva” e… guardate l’orologio con gli occhi assonnati e sono già le 11:30 del mattino!studente assonnato
  6. Ho bisogno di concentrarmi: mi cancello da Facebook! Quanti account disattivati e riattivati nel giro di pochi giorni. Lo studente universitario-tipo è frequentemente vittima di tali lampi di genio che, secondo lui, lo porterebbero a studiare un maggior numero di ore. Il risultato lo conosciamo tutti: account riattivato e non ci si pensa più. 
  7. Esco mezz’ora per fare una passeggiata e poi torno a studiare. E poi si incontra un collega, si prende una birra insieme, poi due birre, poi si incontrano altri amici che si siedono al tavolo e… terza, quarta, quinta birra. Risultato? Ritorno a casa alle sei del mattino in condizioni fisiche discutibili e l’indomani sveglia a mezzogiorno con conseguente senso di colpa seguito dall’immediata affermazione: “Basta, fino al giorno dell’esame non esco più di casa” (e anche su questa frase memorabile ce ne sarebbero di cose da dire).
  8. Facciamo una piccola pausa caffè? Scorrono fiumi di caffeina nelle vene degli studenti universitari. Quando si studia ogni scusa è buona per fare pausa caffè che, puntualmente, dura circa quanto un pranzo natalizio (biscotti e merendine del discount sono complici del banchetto). caffè universitario
  9. Da quest’anno seguo tutte le lezioni, non voglio rimanere indietro. Frase pronunciata ogni qualvolta si incontra un collega che ha seguito tutte le lezioni e che è in regola con gli esami. Il suo libretto universitario pieno fa scattare quella voglia di rivincita e sfida. Peccato che solo il 10% degli studenti decidono realmente di seguire tutte le lezioni l’anno successivo (provate a ritornare al punto 5 e… no, va bene, lo sappiamo come va a finire, giusto?).
  10. Ho passato l’esame, per una settimana non voglio sentir parlare di università. Magari una settimana è troppa, ma qualche giorno di relax è doveroso. L’importante è che questa piccola pausa non si trasformi in una sorta di “sciopero dallo studio non autorizzato”.

E voi? Quali frasi caratterizzano o hanno caratterizzato il vostro percorso universitario? Raccontatecele!

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arrabbiato

I 5 modi in cui i professori fanno infuriare uno studente

Ormai lo abbiamo visto in tutte le salse e di tutte le tipologie: la matricola, lo studente pendolare, lo studente fuori sede, lo studente sotto stress d’esame e lo studente che è in procinto di scrivere la sua tesi di laurea. Ma nonostante tutto, ogni studente ha le sue peculiarità, cambia le sue prospettive e  le sue idee in base al corso di studi, alla materia che sta studiando in quel periodo, al tempo, a come mette il piede a terra ogni mattina. Ebbene sì, lo studente universitario è un po’ lunatico. Non ha tutti i torti, la vita universitaria non è per niente facile. I 3 o 5 anni di carriera universitaria creano degli scompensi così gravi che il passo per diventare psicopatici è breve. La causa dei suoi mali? Ovviamente i professori!

Prof all’ascolto, non prendetevela. Suvvia, si scherza e ci si prende un po’ in giro, ma di sicuro a volte siete la causa scatenante della furia di tutti gli universitari d’Italia. Quali sono le cose che fanno infuriare uno studente? Eccole elencate.

  1. hulkAnnullamento di una lezione all’ultimo minuto. Magari si è fatto tardi la sera prima con gli amici, ma il senso del dovere è così forte che ci si alza presto e, con il cuscino ancora stampato in faccia, si va all’università per la lezione. D’improvviso tante altre facce assonnate (i colleghi di corso) danno l’amara notizia: il prof. ha annullato la lezione. La trasformazione in Hulk è immediata anche se nel giro di pochi secondi ci si calma. I colleghi “di sventura” si guardano ed esordiscono dicendo: “caffè?”.
  2. I prof. che decidono il voto in base ai precedenti. Neanche uno scanner è così preciso, sfortunati di fatto gli studenti ancora in possesso dei libretti cartacei che danno agli insegnanti un ampio margine di informazioni sulle votazioni degli esami conseguiti. C’è sempre quello che guarda i voti, fa una media e “spara un numero”.
  3. Quelli che non mettono un voto basso perché rovinerebbe la media. Va bene, nessuno vorrebbe rovinarsi la media, ma a volte è necessario prendere qualche voto un po’ più basso per non rimanere bloccati su un unico appello o, semplicemente, si ha fretta di finire e non si vuole perder tempo per qualche punticino in più. I professori non capiscono che ognuno ha le proprie esigenze. Si nascondono dietro questo finto altruismo di non voler minare le  già tacite capacità, ma in realtà il desiderio di vedere il povero studente uscire a mani vuote da quella stanza piuttosto che con un 18 fiero li diverte.
  4. I prof. che aggiungono libri al programma solo alla fine del corso. Questa volta non ti sei fatto fregare: hai seguito tutte le lezioni, hai studiato passo passo, ti senti già sicuro per presentarti al primo appello ma… l’ultimo giorno di lezione il prof. inserisce un’altra lista di libri, fotocopie, saggi e documenti da leggere. Poteva dirlo prima?
  5. Quelli de “le faccio l’ultima domanda, se risponde bene è 30 e lode”. Altro che esame, ci si sente catapultati nello studio di “Chi vuol essere milionario”. Sudano le mani, e si comincia ad entrare in panico: la vita appesa ad un filo e dipende da quell’unica domanda. I prof che comunicano allo studente che stanno per fare l’ultima domanda sono dei sadici: gli piace vedere soffrire il caro studente e adorano la sua faccia sconfortata nel momento in cui non è riuscito a rispondere correttamente al quizzone!

Arriverà però il giorno in cui tutti gli incubi finiranno: si consegnerà la tesi e ci si preparerà per la laurea. Mi raccomando, nervi saldi e in bocca al lupo!

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Stressed Asian Female Student

Che tipologia di studente universitario sei?

Dopo aver parlato delle matricole, non potevamo esimerci da parlarvi di altre tipologie di studente che si annidano tra le aule delle università italiane. Sarete tra questi?

  1. studenteLo studente assonnato: è la tipologia di studente più diffusa ultimamente. La mattina non si sveglia per andare a lezione perché provato dalla spossatezza del tran tran quotidiano, ma è lo stesso che smette di studiare alle 18:00 e va a letto presto perché ha avuto una giornata difficile. Lo studente assonnato vive la sua vita universitaria più nei sogni che nella realtà e quando si presenta all’esame davanti ad un professore deve darsi un pizzicotto per capire se è frutto della sua immaginazione o realmente si trova in quel luogo, in quel momento, con quelle persone.
  2. Lo studente ansioso: appena iscritto all’università ha subito una mutazione genetica per cui il suo corpo è composto da un 95% di ansia. Un semplice cambio di orario della lezione lo mette in panico, il cambio dell’ordine di appello può essergli fatale.
  3. Lo studente latitante: quello che lo vedi il primo giorno di lezione per poi sparire nel nulla. Non hai la più pallida idea di cosa stia facendo, di cosa stia pensando, ma dopo 3 anni trovi il suo album delle foto della laurea su Facebook e tu sei ancora in preda al panico da esami. Ovviamente, si negherà ogni like, commento o interazione col suddetto album, giusto perché “come si è permesso di laurearsi prima di noi”?
  4. Lo studente CFU: la sua giornata è fatta di infiniti calcoli matematici su quale materia studiare per poter accumulare i CFU necessari per presentare ogni tipo di domanda o bando. Questo studente non fa nessuna attività se non gli viene espressamente rassicurato che gli vengano certificati un TOT di crediti di “altre attività” o “tirocinio formativo”. Si vocifera che abbia avuto il coraggio di chiedere ai suoi amici una convenzione con l’università per riconoscimento dei crediti aggiuntivi per ogni uscita il sabato sera.
  5. Lo studente fieramente fuori corso: conosciutissimo da chiunque, l’unico esame che ha dato è storia contemporanea, solo perché in alcuni eventi era proprio presente, non perché abbia studiato. Si sostituisce spesso a bidelli, bibliotecari, segretari e, se qualcuno avesse il coraggio di chiederlo, anche a qualche professore. Si aggira tra i corridoi spavaldo e fiero di sé: è detentore di ogni verità assoluta sulla facoltà e conosce ogni avvenimento e aneddoto avvenuto dentro e fuori le aule. A casa ha un archivio “storico” di tutti i volantini promozionali delle serate universitarie in discoteca.

E poi ci sei tu, lo studente laureando, che a tra un po’ finirai gli esami e arriverai alla laurea. Dopo tanta fatica non ti meriti un gran bel viaggio, una settimana rilassante in una Spa, o un gruzzoletto da poter spendere per il tuo futuro?

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studente

7 domande da non fare ad uno studente sotto esame

Nel pieno della sessione di esami gli studenti, tra notti insonni sui libri e sfoghi cutanei da stress, si ritrovano anche a fare i conti con domande (esistenziali e non) a cui devono rispondere per districarsi nella giungla fatta di parenti, amici, conoscenti, colleghi (invidiosi e non).

Noi di Giftsitter sappiamo bene com’è difficile mantenere la calma in certe situazioni, quindi come al solito cerchiamo di mettervi in guardia. Ecco a voi, dunque, la lista delle 7 domande da non fare a uno studente sotto esame. Quindi parenti, amici, colleghi, siete avvisati: se proverete a domandare una di queste cose a uno studente sotto esami, sappiate che lo studente in questione ha tutto il diritto di mandarvi a quel paese o semplicemente a optare per la fuga piuttosto che rispondere.

1. Come stai? Allora siete proprio poco perspicaci e già partite male. Ditemi, chi in un momento di esami sta bene? Se la prima regola del fight club era quella di non parlare del fight club, la prima regola da rispettare nel periodo di esami è di non chiedere mai nulla nei 30 giorni prima di un esame a uno studente, neanche che ore sono: potrebbe destabilizzarlo e mettere in dubbio la sua preparazione per l’esame.

2. Come sei messo? Che volete che vi risponda? Ovviamente l’unica risposta plausibile è un secco e digrignato “Male!”. E anche chi sta messo bene, risponderà così perché la scaramanzia è tutto!

3. Ti senti pronto? Allora ancora non avete capito e continuate ad insistere. Qui la faccenda si fa delicata: non si è mai pronti per un esame. Diciamo che è una presa di coscienza necessaria: si può sempre studiare di più, possono sempre chiedere quel paragrafo di due righe che si è deciso di saltare convinti che fosse utile come un freezer al Polo Nord.

4. Ma hai studiato? Ma dai, che domanda è? Questa domanda è sadica, giusto per mettere ancora un po’ di pressione il giorno prima dell’esame, accusando il povero studente con tono inquisitorio, L’interrogatorio è finito?

5. Secondo te che voto ti metterà il professore? Prevedere il proprio voto è una delle cose più gravi che si possano fare prima di un esame. Lo studente non può saperlo, ma il professore ha piazzato dei microchip durante le lezioni, sente la risposta e all’esame… tac… abbasserà il voto di 3 punti. Almeno questo è ciò che pensa lo studente in crisi, che ovviamente non risponde mai a questa domanda. Cioè, non risponde seriamente, ma dice: “dal 18 in poi va bene tutto!”

6. Com’è il professore? Anche a questa domanda è sempre preferibile non rispondere mai. Questione di scaramanzia e non solo. “Il professore è più un buono di un cioccolatino, regala i voti come se Babbo Natale fosse a gennaio, con i saldi”. Come non detto, il giorno dopo è malato e al suo posto si presenta l’assistente stronza, quella che con il tailleur grigio e gli occhialetti rossi e con quell’aria da “ti spiezzo in due”.

7. Quanti esami ti mancano? LaDomanda per eccellenza, con la D maiuscola. Quella che fanno al cenone di Natale gli zii. Tanti o pochi che siano, la risposta corretta è “manca poco!” anche se la risposta più sincera sarebbe “fatti gli affaracci tuoi!”.

Ebbene non vedete l’ora che l’incubo sia finito e magari, dopo la laurea realizzare i vostri sogni e dimenticare tutto questo stress. State pensando già al vostro futuro? Avete dei sogni o dei progetti da realizzare, ma avete bisogno di denaro?

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