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Studenti universitari e serie tv: a ciascuno la sua!

Dimmi cosa guardi in tv e ti dirò chi sei

Ore e ore passate sui libri a sgobbare. Un po’ di svago ogni tanto ci vuole. Ecco che noi di Giftsitter.com vogliamo fare in modo che i vostri momenti di relax siano comunque di qualità. Quale facoltà frequentate? Ecco le serie tv che fanno al caso vostro!

Giurisprudenza

Avremmo potuto citarne una ventina: il piccolo schermo prolifera di avvocati e aule di tribunale. Dunque, usciamo fuori dagli schemi: Gomorra – La serie. Non c’è bisogno di fare troppi preamboli, la serie tv, come il libro e il film, appassiona gli studenti di giurisprudenza soprattutto perché è molto più vicino alle realtà locali del nostro Paese.

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Medicina

Anche qui scelta difficilissima. Ne sceglieremo due, una per le donne e una per gli uomini. Per le prime ovviamente Gray’s Anatomy, il medical drama incentrato sulla vita della dottoressa Meredith Grey, una tirocinante di chirurgia nell’immaginario Seattle Grace Hospital di Seattle.

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Per i maschietti l’irriverente Dr House, un medico a dir poco non convenzionale dotato di grandi capacità e un irrefrenabile cinismo.

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Chimica e Farmacia

Come non citare Breaking Bad? Walter White è un professore di chimica di Albuquerque. In seguito al casuale incontro con Jesse Pinkman, un suo ex studente diventato uno spacciatore di poco conto, decide di produrre in casa metanfetamina. Il prodotto di Walter si rivela però di qualità nettamente superiore rispetto alla concorrenza, con una purezza del 98% circa, grazie alle sue conoscenze chimiche.

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Fisica

Pronti a farsi delle grasse risate? The Big Bang Theory fa al caso vostro. Le avventure di Leonard, Sheldon, Howard e Raj, giovani scienziati che lavorano insieme al California Institute of Technology, allieterà le vostre giornate. La loro grande intelligenza ne fa tra le menti più valide del Paese, ma la loro routine cambia radicalmente quando Leonard si innamora di Penny, una bella ragazza di provincia giunta in California con il sogno di diventare attrice. Gli equivoci e le stranezze sono all’ordine del giorno!

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Lettere

Niente serie barbosa su scrittori d’altri tempi. Per gli studenti di lettere consigliamo Californication, la serie comedy (con qualche piccolo tocco drammatico) che segue le vicissitudini e disavventure di Hank Moody, uno scrittore che, tra problemi di sesso e droga, tenta di riconquistare la sua ex ragazza e di ritrovare l’ispirazione per scrivere un nuovo libro.

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Sociologia

Studio sui comportamenti sociali? Orange is the new Black svela gli atteggiamenti atipici dell’universo femminile quando è limitato in una società ristretta come quella del carcere. Per  gli studenti di sociologia della comunicazione potrebbe diventare un vero e proprio cult.

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Economia

Una serie tv adatta agli studenti di economia è senza dubbio House of Lies. Cosa accade all’interno di una società che si occupa di management consulting? Lo staff della compagnia è guidato dallo spietato Marty Kaan, che non si fa scrupoli a ricorrere a qualsiasi mezzo pur di soddisfare i propri clienti.

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Informatica

Appassionati di informatica e tecnologia? Seguite Mr. Robot, la serie incentrata sulla doppia vita di Elliot Alderson, un informatico che lavora come impiegato e consulente informatico, ma che di notte diventa un hacker alla ricerca di informazioni delle persone che incontra.

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Criminologia

Dexter è l’ideale se volete passare le vostre ore di svago nella mente del serial killer più noto della storia della tv. Una serie tv avvincente che delinea la follia e l’instabilità psicologica del protagonista.

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Agraria

Commedia all’insegna del pollice verde, in tutti i sensi, Weeds racconta la storia di Nancy Botwin che, dopo l’improvvisa morte del marito e i conseguenti problemi finanziari, avvia una nuova professione: coltiva erba e diventa la spacciatrice del vicinato.

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Psicologia

Quante volte voi studenti di psicologia avete provato ad analizzare i vostri amici e parenti? Decifrare il linguaggio del corpo per capire la metà oscura e nascosta delle persone è il vostro pane quotidiano? Tutto questo viene racchiuso in Lie to me dove il protagonista risolve casi polizieschi decifrando il linguaggio del corpo.

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Scienze politiche

Seguire Kevin Spacey è sempre una buona idea. House of Cards rivela moltissimi altarini della Casa Bianca sempre così impenetrabile: elezioni, emanazioni leggi e organizzazione interne.

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Lingue

Difficilissimo trovare una serie che faccia al caso vostro, anche perché potreste vederle tutte in lingua originale e divertirvi e appassionarvi mettendo alla prova la vostra capacità di ascolto e comprensione. Se però volete rilassarvi a suon di “cultural shock” potete optare per un grande classico: Kebab for Breakfast. Due famiglie, una di origine turca ed una di origine tedesca, iniziano a vivere insieme dopo che i due capofamiglia si innamorano, dando vita ad una famiglia allargata con tutte le difficoltà che le differenze culturali comportano.

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Adesso basta bivaccare davanti la tv e andate a studiare, gli esami si avvicinano!

 

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Erasmus: 10 motivi per fare le valigie e partire!

Erasmus sì o no? L’occasione che cercavi per cambiare la tua vita

La vita universitaria non è solo stress, studio, professori che ci fanno impazzire e disperazione, è molto altro: è crescita, conoscenza e divertimento. Una delle più belle esperienze che si possano fare durante il percorso universitario è di certo l’Erasmus.

Di sicuro il più famoso programma di scambio internazionale finanziato dall’Unione Europea, da quasi 30 anni consentite a gli studenti universitari di vivere e studiare all’estero. Di sicuro è una delle esperienze più appaganti e gratificanti del percorso universitario di uno studente e quindi, a nostro avviso, non bisogna farsi sfuggire questa occasione.

Eccovi allora 10 motivi per non rinunciare a questa esperienza che si rivelerà indubbiamente indimenticabile!

  1.  AMPLIARE LA PROPRIA CERCHIA DI AMICI

    Se decidi di andare in Erasmus non rinchiuderti nella tua stanza! Sì, la nostalgia di casa si farà sentire, ma partecipa attivamente alle gite, feste ed eventi di ogni tipo. Sarà molto facile conoscere persone da ogni parte d’Europa e del mondo e potrai facilmente stringere amicizie che dureranno nel tempo. Parola d’ordine è “apertura mentale”, quindi fatti coinvolgere dalle loro culture e dal loro modo di pensare, scoprirai che esiste un mondo fuori dalle mura domestiche e, perché no, magari progetterai di andarli a trovare. Chi non ha voglia di viaggi low cost in compagnia di un buon amico?

  2. IMPARARE O MIGLIORARE UNA LINGUA STRANIERA

    Sei all’estero, non hai più scuse. Se vuoi comunicare devi parlare la lingua straniera del posto. Fatti furbo ed evita al massimo il contatto con i tuoi connazionali. Grazie ai tuoi nuovi amici internazionali (vedi punto precedente) potrai conoscere le parole di lingue alle quali non avevi mai pensato prima.

  3. DIVENTARE PIÙ INDIPENDENTE

    Gli studenti fuori sede sono sicuramente avvantaggiati, ma vivere in un Paese che non si conosce è una sfida per chiunque. Nuovi ritmi, nuove usanze, nuovi modi di vivere la quotidianità. Tranquillo il “cultural shock” è fisiologico, ma pian piano tutte le paure iniziali svaniranno e una volta a casa capirai che sei più forte e indipendente di prima.erasmus

  4. SCOPRIRE NUOVE CULTURE E SFATARE GLI STEREOTIPI

    L’immersione culturale rappresenta sicuramente una delle finalità principali del programma Erasmus. Quante volte ci si ritrova a disquisire su stereotipi di una cultura e credere fermamente che si tratti di verità assolute semplicemente perché non la si è mai vissuta da vicino?  Abbatti le barriere ed apriti al mondo, ne rimarrai sorpreso.

  5. RENDERE PIÙ INTERESSANTE IL TUO CURRICULUM

    Secondo uno studio condotto dall’agenzia di lavoro temporaneo Adecco, il 31% delle imprese ricercano candidati che parlino fluentemente almeno una lingua straniera. Inoltre bisogna essere svegli, sapersi adattare alle situazioni e al lavoro di squadra. L’Erasmus può essere la marcia in più. Inoltre, cosa che non sanno in molti, essendo uno scambio dell’Unione Europea, in alcuni concorsi pubblici vale punti aggiuntivi.

  6. IMPARARE METODI DI STUDIO DIVERSI

    Ogni Paese ha il proprio metodo di studio e scoprirne dei nuovi può aiutarti a studiare meglio, imparare più velocemente e avere una visione complessiva più ampia.

  7. SEMPLICEMENTE DIVERTIRSI

    Va bene lo studio, va bene imparare, va bene tutto, ma… non dimentichiamoci che in Erasmus ci si diverte! Sono così tante le cose da fare, i luoghi da vedere, le persone da incontrare che è davvero impossibile non divertirsi.erasmus (1)

  8. RISVEGLIARE LA VOGLIA DI VIAGGIARE

    La chiamano comunemente “Sindrome Erasmus”, o per ampliare il ragionamento potremmo definirla con un termine tanto in voga in questo momento, ossia Wanderlust. Ormai non ti ferma più nessuno, vuoi assolutamente viaggiare, vagare per il mondo e scoprire nuove culture.

  9. APRIRE LA MENTE

    Dopo un periodo passato all’estero sarai mentalmente più elastico e aperto. Non sarà solo una tua impressione, ma tutti noteranno che sei cambiato e ti sentirai diverso. Affronterai la vita e le difficoltà con occhi diversi. Ti sentirai rinato!

  10. VIVERE UN’ESPERIENZA UNICA NEL SUO GENERE

    L’Erasmus sarà una delle esperienze più incredibili della tua vita, ti ritroverai spesso a raccontare gli aneddoti della tua vita passata all’estero e non ti pentirai mai di aver fatto la scelta di fare le valigie e partire.

P.s. Dopo la laurea concediti un po’ di svago, un bel viaggio o uno sfizio. Insomma fatti fare un bel regalo. Se vuoi una mano a realizzare i tuoi sogni, fatti aiutare da Giftsitter.com.

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Il Natale degli studenti fuori sede: gioie e traumi

Sotto l’albero di Natale degli studenti universitari fuori sede…

Tornare a casa per le feste natalizie per uno studente fuori sede non è una cosa semplice: sono settimane che sogna le leccornie e le prelibatezze preparate da mamma, ma ha anche il timore di dover rientrare nei ritmi familiari. Sì, perché nel momento in cui si varca la soglia di casa sembra che si venga catapultati in una realtà parallela.

Datti un pizzicotto e scoprirai che è tutto vero!

Dopo mesi di telefonate (skype rimane sempre una cosa sconosciuta per qualsiasi genitore) la tua famiglia è lì, in pieno effetto 3D, HD e dolby surround, quindi, calma e sangue freddo. Non so la tua, ma la mia è una grossa, grassa, rumorosa famiglia e forse il bello è anche questo, ma non sempre è tutto piacevole.

Diciamo che sul Natale degli studenti fuori sede si potrebbe scrivere un libro, ma cerchiamo di fare una breve lista delle gioie e dei traumi che, dopo mesi di solitudine e giornate all’insegna dello stato brado, lo studente studente fuori sede prova nel momento in cui torna a casa per le vacanze natalizie:

  1. Natale degli studenti fuori sede albero con libriMamma, nonne e zie sono pronte da settimane a rimpinzarti di cibo perché appena ti vedono esclamano: “ma quanto sei dimagrito? Ma mangi?”. E non importa se sei ingrassato 20 chili a furia di mangiare junk food e l’irresistibile pasta dello studente (ovviamente tutto ben irrorato da fiumi di alcol di ogni tipo), per loro sarai sempre sciupato.
  2. Parenti e amici, indistintamente, la prima cosa che ti chiedono nel momento in cui ti avvistano nei paraggi è “ma quando vai via?”, perché ormai tu per loro sei paragonabile a un nomade senza casa.
  3. Se ogni giorno in Africa un leone corre per catturare una gazzella, ogni giorno a casa durante le feste natalizie tua madre ti sveglia chiedendoti “cosa vuoi mangiare oggi?”. La risposta deve essere immediata e decisa, non hai nemmeno il tempo di un caffè.
  4. Languorino? Apri il frigo ti viene da piangere perché è impossibile che tutta quella roba sia a tua disposizione, di sicuro è dei tuoi coinquilini, meglio lasciarla lì. No, aspetta, sei casa con i tuoi e il frigo diventa automaticamente di tua proprietà. Fatti sotto!
  5. Il momento dei regali tristi è un cult. Pronto a ricevere calzini, ciabatte imbarazzanti, maglioni di lana e cianfrusaglie? Tranquillo, non sono solo i tuoi parenti ad avere il gusto dell’orrido, anche i miei sono dei professionisti nel trovare i regali più brutti disponibili sul mercato.
  6. Arriva il momento del brindisi, finalmente si comincia a ragionare. Bisogna trovare un modo per superare i momenti di tristezza, se non fosse che tutti i parenti ti guardano sospettosi e fanno battute sulla tua attitudine all’alcolismo contando quanti bicchierini ti fai fuori durante la serata. Loro non possono saperlo, ma ci vogliono mesi di allenamento per riuscire a rimanere attivi dopo una bevuta. Questo è professionismo!
  7. C’è sempre lo zio che ti chiede “ma tu con la tua laurea che lavoro puoi fare?” e quando cerchi di tirar fuori i tuoi ideali giovanili e i sogni nel cassetto, lui, puntualmente ti stronca e sta tutta la sera a cercare di farti capire che l’ideale è un posto fisso e una villetta con giardino. Ai primi segnali di cedimento, quando sei lì lì per convincerti che forse il tuo caro zio non ha tutti i torti… TRACK se ne esce con “caro mio, c’è la crisi” e quindi nel tuo futuro vede solo tanta disoccupazione.
  8. Se lo zio vuol sapere tutto sulla tua laurea, la zia invece ti chiede “ma la fidanzata? (o fidanzato?)”. Perché a Natale farsi i fatti tuoi è un dovere di famiglia!
  9. Durante le feste natalizie ti senti sotto esame. Ci sarà sempre chi ti chiederà: “quante esami ti mancano alla laurea? Quanti esami hai dato quest’anno? Quando hai il prossimo esame?”. Sono domande delicate e misteriose alle quali nemmeno Alan Kadmon potrebbe dare una risposta.
  10. Lo studio viene in secondo piano, vivi le festività con tranquillità fino a quando ti accorgi che sei arrivato al 6 gennaio senza aprire un libro e comincia la tua disperazione.

Cari studenti, le feste natalizie sono ormai arrivate. Mangiate, bevete, divertitevi e non pensate allo studio. Buone feste da Giftsitter!

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Sopravvivere al rientro dalle vacanze in 5 mosse!

Sopravvivere al rientro dalle vacanze in 5 mosse!

Sessione autunnale alle porte: come sopravvivere al rientro dalle vacanze!

Allora è proprio vero: è arrivato il momento di riprendere i libri e ricominciare a studiare in vista della sessione autunnale. Non siete ancora pronti? Niente panico!

I libri sono lì sulla scrivania a prendere polvere da qualche settimana e voi, poveri studenti universitari, dovete trovare solo il coraggio di riaprirli. Lo sappiamo, è difficile, ma bisogna farlo necessariamente. La sessione autunnale è alle porte e ci si gioca il tutto per tutto!

Non riuscite proprio a guardarli quei “brutti libracci”? Tranquilli, Giftsitter arriva in vostro soccorso.

Sopravvivere al rientro dalle vacanze in 5 mosse!Ecco come sopravvivere al rientro dalle vacanze!

Fase uno: pianto isterico. Avete presente la pubblicità di una famosa compagnia di navi da crociera? Ecco, voi molto probabilmente vi sentirete così, abbandonati a voi stessi, catapultati in una realtà parallela dove i cocktail e alle feste in spiaggia sono stati sostituiti da fiumi di caffè e gruppi di studio. Fate un respiro profondo e ricomponetevi: la vita da universitari è dura, lo sapevate già, quindi è inutile piangere sul latte versato.

Fase due: parola chiave “organizzazione”: fate il conto di quanti giorni effettivi mancano all’esame e organizzate una tabella di marcia. Stabilite, più o meno, quanti capitoli studiare al giorno considerando di inserire in calendario anche due, tre giorni di ripasso prima dell’esame.

Fase tre: pausa? Ebbene sì, non potete farci nulla, ancora tutto intorno a voi richiama l’estate e non potete nascondere la testa sotto la sabbia. A meno che l’esame non sia previsto dopo meno di una settimana, concedetevi ogni tanto una pausa di qualche ora dallo studio: un po’ di mare in pausa pranzo, un aperitivo con gli amici, una cenetta senza troppe pretese. L’importante è non farsi prendere la mano e che le due orette si tramutino in vacanze a tutto spiano.

Fase quattro: pianto isterico parte seconda. Sì, è fisiologico,  più si avvicinerà la data dell’esame più vi sentirete impreparati. Prendete in mano la situazione, ritornate alla fase due e riorganizzate il lavoro in modo da non farvi venire più crisi isteriche.

Fase cinque: rassegnazione. L’unico vero modo per sopravvivere a ritorno dalle vacanze è rassegnarsi e studiare. Non ci sono regole che tengano se non tanta buona volontà e la speranza che le prossime vacanze arrivino presto.

Cari studenti universitari, non ci resta che augurarvi buon ritorno in aula!

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Corso di sopravvivenza alimentare per studenti fuori sede

Ogni studente fuori sede deve affrontare tante sfide ogni giorno: la ricerca della casa, le lotte per la pulizia con i coinquilini, le lezioni, gli esami e… la cucina! Carburante per la mente, fonte d’energia per arrivare a fine giornata, qualcosa sotto i denti si deve pur mettere.

Noi di Giftsitter.com lo sappiamo bene, ecco perché abbiamo analizzato le quattro fasi del corso di sopravvivenza per studenti fuori sede affamati!

 Corso di sopravvivenza alimentare per studenti fuori sede giftsitter 1. Prima settimana: spazio al lusso!

La mamma è sempre la mamma: benevola e buona, lei, l’unica che non tradisce mai, invia per posta un bel pacco pieno di leccornie e beni di prima necessità. In questa fase lo studente fuori sede si sente libero di mangiare a sazietà e invita pure gli amici a cena per assaggiare il sugo della mamma.

2. Seconda settimana: mettiamo alla prova l’amicizia!

Esaurita tutta la scorta gentilmente offerta dalla mammina, ecco che ci si aspetta che gli inviti fatti durante la settimana precedente vengano ricambiati. Di solito tra studenti si cerca di fare comunella e il tutto va a buon fine. Anche questa settimana è andata!

3. Terza settimana: Benedetta Parodi è un guru!

Ebbene sì, quando i viveri del “pacco regalo” da parte di mamma finiscono, la tattica di farsi invitare a pranzo a casa di un collega non funziona più perché potreste essere additati come degli scrocconi, l’unica cosa da fare è rimboccarsi le maniche e cercare di mettere insieme un “pastone” commestibile (aver seguito tutte quelle puntate delle trasmissioni della Parodi e della Clerici hanno portato finalmente i frutti). Allora ecco che le idee frullano in testa neanche si stesse partecipando all’invention test a Masterchef: apriamo la dispensa e mettiamo insieme quei due, tre ingredienti a caso e il risultato è sempre e solo uno: la pasta dello studente.

Chi l’ha inventata e chi le abbia dato questo nome è impossibile saperlo: in qualsiasi modo siano andate le cose, siamo sicuri che si trattava di uno studente affamato.

Ebbene sì, la famosissima pasta dello studente è un vero e proprio must tutto italiano che aiuta i poveri fuori sede a sopravvivere fino all’arrivo del prossimo “pacco regalo da parte di mamma” sopracitato.

Ma come sarà mai questa pasta? Inutile cercare una ricetta, la pasta dello studente ha come unica regola da rispettare il fatto che sia fondamentale la presenza di un unico alimento che invade le cucine di ogni studente italiano: il tonno in scatola. Cosa mettete in più non importa, l’importante è che il tonno non manchi (sembra infatti che la causa dell’estinzione di ben 7 specie di tonno nel Mediterraneo siano proprio gli studenti universitari poiché ghiotti di pesce dall’inconfondibile polpa rosata).

4. Quarta settimana: vita da trincea!

Il frigo è ormai vuoto, si ha la nausea da tonno, uova, wurstel e pane in cassetta (tutta roba economica e di facile preparazione), si passa alla fase latte, cereali, biscotti, merendine e birra (quella non manca mai). Resistete ai crampi allo stomaco, il mese è finito, la mamma vi ha appena informati che ha già inviato il pacco!

Cosa ne pensate? Quali sono gli alimenti che non possono mancare nella vostra dieta da studenti fuori sede? 

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Chi incontri in aula studio?

Tipi da aula studio: chi non li ha mai incontrati? Lo studente universitario che non ti aspetti!

Le chiamano aule studio, ma in realtà sono veri e propri luoghi dove si potrebbero fare degli studi sul comportamento sociale. Affollate ma generalmente silenziose, sono “abitate” da studenti di ogni tipo. Sono così tante le stranezze e le bizzarrie che si celano dietro a uno studente universitario sotto stress da esami che ormai rappresentano la regola, la normalità.

Ma facciamo un passo indietro e, come sempre, guardiamoci intorno e prendiamoci poco sul serio. Chi sono i nostri “compagni di sventura”? Scommettiamo che anche nell’aula studio della vostra facoltà ci sono dei “soggetti” simili! Tranquilli, non mordono: sono solo studenti!

studenti in aula studio

L’uomo snack – Il cibo è carburante per la mente, il jank food una filosofia di vita. Che siano merendine, barrette energetiche, caramelle, patatine o salatini non importa: sono tutti cibi incartati in involucri “plasticosi” che maneggiati diventano rumorosissimi. Nel silenzio tombale dell’aula studio, all’improvviso, si avverte un fruscio subdolo proveniente da un angolo poco illuminato. È lì che si commette il reato!

Il disturbatore seriale – Attenzione, non stiamo parlando di un dilettante, ma si un professionista. Il disturbatore seriale è colui che entra in aula studio con una sola missione che si traduce in un pensiero: “oggi faccio il serio e studio!”. Sembra strano? Assolutamente no! Questo tipo di studente è determinato a studiare… un modo strategico per non far studiare gli altri. Si comincia timidamente con un giochino sullo smartphone, giusto per distendere la tensione e sgombrare la mente, per poi continuare con una piccola discussione “sui massimi sistemi del modo” con il mal capitato che si è seduto di fronte a lui. In pochi minuti l’aula studio si trasforma in un one man show: tutto quello che viene sciolinato dalla sua lingua diventa nettamente più interessante di quello che c’è scritto nei libri!

Il veterano fuoricorso – “Lui non frequenta semplicemente la sala studio. Lui è la sala studio!” Chi non ha cercato negli angoli una brandina nascosta a dovere, perché non c’è dubbio che dorma lì! Barba incolta, aria rilassata di chi, sul limine dei 30 anni, si è ben tenuto alla larga dalle aule di esame e prova a recuperare il corso di studi perduto. È il custode di aneddoti e storie riguardanti le ultime 30 generazioni che hanno frequentato l’università e passa la sua intera esistenza lamentandosi delle nuove matricole, dello sporco delle aule e della facilità dei nuovi esami rispetto a quelli che deve sostenere lui (sì perché questa tipologia di studente non si sforza nemmeno a cambiare ordinamento, lui si fa trascinare dalla corrente).

Il Bobo Vieri – Dotato di bastone per i Selfie e strategicamente seduto vicino alla “bella di turno”, ogni occasione è buona per scattare una foto per immortalare il momento. Sì, perché se lui sta studiando lo deve sapere tutto il suo entourage social! Ovviamente poi si passa all’attacco: richiesta del numero di telefono a tutte le studentesse presenti in aula studio, inviti a feste universitarie di ogni tipo per chiunque gli venga a tiro!

La coppia più bella del mondo – “Love is in the air!” come in ogni università che si rispetti si creano coppie di piccioncini che condividono tutto. Se pensavate che San Valentino si festeggi solo una volta ogni anno vi sbagliate di grosso. Nell’aula studio il tempo dell’amore è eterno: potete vedere i loro occhi a curicino sette giorni su sette. Sfogliano il libro in contemporanea con delicatezza e dolcezza, scambiandosi sguardi, sorrisi, carezze, baci e bacetti per ogni paragrafo concluso. Sperate che non si lascino mai, si creerebbe una tensione da far impallidire i protagonisti della guerra fredda!

Le amiche – Partiamo dal presupposto che una coppia di amiche che vanno a studiare in aula studio in realtà farà numerose pause per potersi “aggiornare” sugli eventi vissuti nella settimana precedente. Non importa quanti giorni mancano all’esame, il commento approfondito sul perché “Tizio è venuto accompagnato da Caio alla festa di compleanno di Sempronio” è sempre all’ordine del giorno.

L’intellettuale – Il suo habitat naturale è la biblioteca, ma in aula studio ci va nei momenti di pausa, tra una lezione e l’altra per rilassarsi. Il libro che legge non è presente in nessun programma di studio: lui legge per piacere e voi comuni mortali non potete capire!

Il ficcanaso – “E tu cosa studi?” (come se sapere cosa studiano gli altri renda il tutto meno noioso), “e a te quante materie mancano?” (come se questo riduca gli esami che mancano a lui), “e tu che tesi stai facendo?” (come se sapere l’argomento della vostra tesi faccia in modo che si compilino sul suo computer cartelle di word magicamente).

E tu che tipo di studente incontri in aula studio? Faccelo sapere nei commenti!

Ti laurei? Ti meriti il meglio! 


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frasi pronunciare dagli studenti universitari

Le 10 frasi più pronunciate da uno studente universitario

Ci sono frasi che accompagnano la vita universitaria di uno studente fino al giorno della laurea: ecco le 10 più quotate!

Che siate studenti universitari sotto esami, stressati o assonnati, matricole o laureandi, in procinto di consegnare la tesi o sostenere il primo esame della propria carriera universitaria, scommettiamo che almeno una volta durante tutto il vostro percorso di studi avete pronunciato o pronuncerete queste frasi.

Siete pronti a dire che non è assolutamente così? Vi lanciamo un guanto di sfida! Ecco l’elenco delle 10 frasi più pronunciate dagli studenti universitari.

  1. Non so niente. Chi non lo ha mai detto anche se preparatissimo? Quasi un rito scaramantico per coloro i quali prendono puntualmente 30 e lode all’esame.
  2. Che cosa ti ha chiesto? Come gli avvoltoi si fiondano sulla carcassa da mangiare, ci sono sempre quelli che si lanciano contro lo studente che ha appena finito un esame per pronunciare la fatidica domanda: “che ti ha chiesto?”, come se le domande chieste per un esame siano oro colato. Cosa accade? Leggete il punto successivo.Dubbio
  3. Questo capitolo non lo faccio, tanto mi hanno detto che non lo chiede. Le leggende sui programmi e gli esami che aleggiano nell’aria. Chi non ha mai detto questa frase e… puntualmente qual è la prima domanda dell’esame? Ovviamente quella sul capitolo non studiato “perché tanto il professore non lo chiede mai”!
  4. Appena mi laureo giuro che faccio un falò con i libri. Siamo onesti, nessuno lo farà mai perché sarà tanta la soddisfazione personale per il traguardo raggiunto che i nostri bei libri universitari, anche quelli della materia ritenuta più inutile durante il corso di studi, saranno messi lì in bella mostra nella vostra libreria.
  5. Oggi vado a letto presto, domani devo studiare. Diciamo che è una sorta di mantra volto all’autoconvincimento. Per avvedersi ancora di più, si cominciano a programmare sveglie a distanza di 5 minuti sperando di contrastare il sonno profondo. Si pensa ingenuamente “se la prima non farà effetto, forse la decima sì!”. Ovviamente tutto inutile, dopo la battaglia contro la sveglia avete premuto il tasto “disattiva” e… guardate l’orologio con gli occhi assonnati e sono già le 11:30 del mattino!studente assonnato
  6. Ho bisogno di concentrarmi: mi cancello da Facebook! Quanti account disattivati e riattivati nel giro di pochi giorni. Lo studente universitario-tipo è frequentemente vittima di tali lampi di genio che, secondo lui, lo porterebbero a studiare un maggior numero di ore. Il risultato lo conosciamo tutti: account riattivato e non ci si pensa più. 
  7. Esco mezz’ora per fare una passeggiata e poi torno a studiare. E poi si incontra un collega, si prende una birra insieme, poi due birre, poi si incontrano altri amici che si siedono al tavolo e… terza, quarta, quinta birra. Risultato? Ritorno a casa alle sei del mattino in condizioni fisiche discutibili e l’indomani sveglia a mezzogiorno con conseguente senso di colpa seguito dall’immediata affermazione: “Basta, fino al giorno dell’esame non esco più di casa” (e anche su questa frase memorabile ce ne sarebbero di cose da dire).
  8. Facciamo una piccola pausa caffè? Scorrono fiumi di caffeina nelle vene degli studenti universitari. Quando si studia ogni scusa è buona per fare pausa caffè che, puntualmente, dura circa quanto un pranzo natalizio (biscotti e merendine del discount sono complici del banchetto). caffè universitario
  9. Da quest’anno seguo tutte le lezioni, non voglio rimanere indietro. Frase pronunciata ogni qualvolta si incontra un collega che ha seguito tutte le lezioni e che è in regola con gli esami. Il suo libretto universitario pieno fa scattare quella voglia di rivincita e sfida. Peccato che solo il 10% degli studenti decidono realmente di seguire tutte le lezioni l’anno successivo (provate a ritornare al punto 5 e… no, va bene, lo sappiamo come va a finire, giusto?).
  10. Ho passato l’esame, per una settimana non voglio sentir parlare di università. Magari una settimana è troppa, ma qualche giorno di relax è doveroso. L’importante è che questa piccola pausa non si trasformi in una sorta di “sciopero dallo studio non autorizzato”.

E voi? Quali frasi caratterizzano o hanno caratterizzato il vostro percorso universitario? Raccontatecele!

Ti laurei? Ti forniamo un’idea formidabile per rendere la tua festa indimenticabile!


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Toga-per-Toga-Party

Toga Party: la festa più universitaria di sempre!

Divertente e irriverente, il Toga Party va ancora di moda tra gli studenti universitari di tutto il mondo?

Chi non ha mai visto in un film ambientato in un campus americano un Toga Party? Una tradizione studentesca che pian piano si è diffusa in tutto il mondo, ma dopo più di 50 anni dalla sua nascita è ancora di moda tra gli studenti universitari? Crediamo proprio di sì. La motivazione è semplice: il toga party è la festa universitaria per eccellenza e d è davvero difficile trovane una più divertente.

Per quei pochi che non lo sapessero, il Party in Toga è una tradizione particolarmente “goliardica”, che dire, ovviamente americana, nata nei campus dei college universitari negli Stati Uniti e Canada. La prima festa in queste “vesti” pare risalga al 1953, quando nel college americano di Pomona alcuni studenti universitari iniziarono a indossare toghe e corone di edera in testa per una festa del campus. Ciò nonostante, la vera e propria esplosione della moda dei Toga Party si deve al film cult del 1978 Animal House, dove il personaggio di Bluto, interpretato da un giovanissimo e brillante John Belushi, passava da una festa all’altra, schiacciando le lattine di birra vuote in testa. “Toga, Toga, Toga…”, questo è il motto da lui ripetuto nel momento dello “schiacciamento” ed è diventato un vero e proprio inno di battaglia ripetuto ad ogni festa che incita al divertimento più sfrenato. Da allora, la formula della “festa togata” si è diffusa in tutto il mondo ed è diventata sinonimo di party dissoluto, pazzo, irriverente e divertentissimo.

Una tendenza passata di moda? Non direi proprio! Il Toga Party è davvero la festa più folle che si possa organizzare tra amici. Questa tipologia di festa è ormai un ever green tra i giovani universitari di tutto il mondo, forse perché le regole per partecipanti sono semplici: vestirsi con una toga romana o una tunica greca (un lenzuolo bianco annodato a mo’ di monospalla a cui abbinare un paio di sandali è il modo più pratico e veloce per creare la propria mise da antico foro greco-romano) e soprattutto, divertirsi!

Dunque, i Toga party non passano di moda, anzi, sembra che esista anche un Guinness World Record per il numero massimo di partecipanti a un Toga Party: addirittura 5.400 persone si sono presentate vestite da antichi romani o greci presso la University of Queensland il 24 febbraio 2012 a Brisbane, in Australia.

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Dunque cosa aspettate? Perché non organizzate anche voi il vostro Toga Party? Magari può essere un’idea alternativa per festeggiare una laurea, un compleanno o semplicemente divertirsi. E se c’è bisogno di raccogliere le quote di partecipazione per l’evento o fare il regalo al festeggiato? Non preoccupatevi per quello ci pensa Giftsitter.com.