Monthly Archives: April 2015

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Tendenze: il matrimonio lo celebra il migliore amico!

Matrimonio civile emozionante? Fatevi sposare da un caro amico!

C’è stata una proposta di matrimonio e c’è stato già il primo sì? Bene ora si fa sul serio, bisogna sposarsi! Ma quale rito scegliere? Religioso o Civile?

Scegliere il rito del proprio matrimonio è una decisione molto soggettiva e personale. Oramai il numero delle coppie che decidono di celebrare matrimonio civile, escludendo la possibilità della cerimonia in chiesa, cresce sempre di più.

Partiamo dal presupposto che non esistono matrimoni di seria A e di serie b, poiché i fattori che spingono a compiere una scelta di questo tipo sono tanti e tutti particolarmente importanti. In passato, quando si pensava di celebrare un matrimonio civile, in genere l’immagine che gli veniva associata era quella di un evento freddo, impersonale, burocratico, officiato il più delle volte dal sindaco o da un funzionario comunale, praticamente da uno sconosciuto, il quale spesso era costretto a velocizzare i tempi a causa di successivi altri matrimoni previsti per quel giorno annullando tutta la magia di un matrimonio.

Annalisa_Alessandro_77-1024x682Un po’ triste, non credete? Per fortuna c’è una soluzione. Pochi però sanno che questo non è un destino ineluttabile, infatti, dal 2000 (ben 15 anni, ma ancora non tutti ne sono a conoscenza) è in vigore un decreto del Presidente della Repubblica,  precisamente il nr. 396/2000 che all’art. 1, che prevede la possibilità di poter delegare le funzioni di ufficiale dello stato civile (cioè colui che celebra materialmente il matrimonio) anche a un qualunque cittadino italiano purché sia maggiorenne e goda dei diritti civili e politici.

In poche parole significa che la persona a voi più cara, un amico o un parente, può celebrare le vostre nozze!

Questa infatti è una delle ultime tendenze del matrimonio civile, che si spoglia dalle vesti di rito freddo e impersonale, per diventare intimo e originale.

Cosa si deve fare per delegare un amico?

Perché un cittadino che non fa parte dell’Amministrazione possa officiare il rito civile è necessario che goda dell’elettorato attivo e passivo, dopodiché è sufficiente la richiesta all’ufficio Matrimoni del settore Anagrafe. Una volta ottenuto il via libera, il cittadino officiante deve indossare la fascia tricolore, perché in quel ruolo svolge una funzione ufficiale delegata dal Sindaco.

Con questa modifica lo scenario cambia radicalmente: il calore e l’affetto che può dare un caro amico in quelle poche ma intense parole pronunciate durante la cerimonia di rito civile non ha eguali. Far celebrare le proprie nozze a una persona a voi cara, magari quella persona che ha fatto in modo che vi conoscesse o che è stata realmente “testimone” del vostro amore, è una delle cose più emozionati che una coppia di sposi possa vivere in un giorno tanto importante. La cerimonia in questo modo acquista un calore e un’intimità che non potrebbe avere se celebrata da una figura ufficiale estranea come un sindaco o chi per lui, diventando in questo modo un momento davvero unico e significativo: un ricordo da portare per sempre nei propri cuori.

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L’inizio di un viaggio: l’ingresso del gate

Sul passaporto di un viaggiatore, i timbri e le marche da bollo hanno un significato intenso, quasi mistico… “quello è del viaggio in Turchia dove sono rimasto incantato dalla moschea blu, quello è del viaggio in Arizona quando ho ammirato l’Antilope Canyon, quel timbro lì, quello ormai sbiadito, è del viaggio a New York”.

shutterstock_174926741_-_copyViaggiare, visitare luoghi sconosciuti, mettersi in contatto con culture diverse, andare alla ricerca di sé: questo significa viaggiare davvero. Ognuno di noi ha i suoi “traguardi” raggiunti, le sue mete desiderate, i suoi viaggi estremi da fare, ma oggi mi sono interrogata su un luogo che è ormai una seconda casa per il viaggiatore professionista: lo conosce come le sue tasche, ma non fa mai caso a quello che ci sta intorno. Qual è questo luogo misterioso? Beh, ovviamente l’aeroporto.

No, non mi sono ammattita, oggi ho proprio deciso di parlarvi dell’aeroporto! Non so voi, ma secondo me i momenti che stiamo lì ad aspettare che venga aperto il gate sono davvero preziosi. Forse ho guardato troppo spesso il film “The Terminal“, ma quando mi trovo lì, tutta sola e in silenzio ad aspettare, mi guardo intorno e, a mo’ di gioco per passare il tempo, credo che ci sia un “mondo da scoprire” tra le sedie scricchiolanti delle sale d’attesa e provo ad immaginare chi sono i miei compagni di volo.

Allora adesso vi propongo un gioco, rilassatevi e leggete attentamente le mie parole. Immaginate di stare partendo per uno dei vostri viaggi e vi siete recati in questo momento in aeroporto e la vostra avventura comincia qui:

Eccoti qui, le ruote delle valige che creano un gran chiasso nei corridoi, le scale mobili che fanno su e giù, i pannelli dei voli in continuo aggiornamento e dalla vetrata si intravedono gli aerei in decollo. Stringi tra le mani la tua carta d’imbarco e il documento e cominci ad assaporare l’ebrezza della “trasferta”. Già pensi a ciò che vorrai vedere, a ciò che vorrai mangiare, a tutte le foto che dovrai scattare! Tutto è ormai pronto, hai passato i controlli e come al solito hai dovuto togliere le scarpe (il perché continuino a suonare non te lo sai spiegare). Prendi la valigia dal rullo magnetico dov’era stata ispezionata e ti dirigi al gate. Stavolta hai fatto in tempo e sei in largo anticipo. Ecco che ti ritrovi in una sala d’attesa insieme ad una trentina di sconosciuti tutti presi dai loro “aggeggini infernali” tra le mani: chi lo smartphone, chi il tablet, chi il pc. Sembrano tutti uomini d’affari sempre pronti a risolvere i problemi aziendali in qualsiasi luogo si trovino, ma, molto probabilmente stanno aggiornando il loro status su Facebook o postando un selfie su instagram. Una ragazza è seduta accanto a voi e dietro ai suoi occhialoni scuri alla moda sembra annoiata: guarda di continuo l’hostess al banco sperando che a momenti inizi l’imbarco. Davanti a voi una coppia sorridente, sono giovani, felici e sfoggiano una brillante e nuova fede al dito: viaggio di nozze? Molto probabilmente sì. In una poltroncina all’angolo della sala una famigliola con due bimbi strillanti a seguito. Ci vuole davvero coraggio a partire con dei bambini così piccoli. D’improvviso all’interfono comunicano che l’imbarco sta iniziando. Ti metti in fila e comincia il tuo viaggio.

Dove stavi andando? Hai pensato a quale potrebbe essere la tua prossima meta per un viaggio? Faccelo sapere nei commenti!

Perché non farsi regalare un viaggio per un’occasione speciale come il compleanno, la laurea, un anniversario o le nozze? Come? Ma con Giftsitter.com!

 

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Donut cake: la ciambella di Homer diventa trendy!

Homer Simpson aveva ragione, niente è meglio di una ciambella!

Il tempo gli ha dato proprio ragione ed ecco che sbuca un’altra tendenza buffa e insolita per presentare la torta ai nostri eventi. Infatti, dopo avervi parlato della torta nuda e dei cake pops, oggi la classica torta tutta panna e fragoline si trasforma in uno o più “donut”.

Ebbene sì, il dolce con il buco al centro iconico nella cultura americana, si trasforma in torta e lo fa in modo originale ritagliandosi un posto d’onore in tutte le occasioni: battesimi, compleanni per tutte le età, sia per grandi che piccini, lauree e matrimoni. Per quanto sia impossibile da pensare, l’idea della “donut cake” è molto versatile.

Partiamo da un’idea semplice, ovvero una torta “classica” ma a forma di ciambella, magari con una soffice farcitura alla crema e glassata con cioccolato fondente, decorata con simpatiche e coloratissime codette colorate. Questo tipo di torta è ideale per un compleanno o una festa a tema U.S.A. o, ovviamente, a tema “The Simpson”. Semplice da fare, ma sicuramente d’effetto.

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Passiamo ora alla torta composta proprio da donut impilati e stratificati, creando un effetto che ricorda la classica torta a strati. Basterà glassare e decorare le ciambelle in base al tema e ai colori della festa, disporle in un’alzatina e l’effetto sarà sorprendente.

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E per un matrimonio furi dal comune? La soluzione è la donuts wedding cake, una vera e propria torta nuziale interamente composta da strati e strati di ciambelle a glassa multicolore, per stupire amici e parenti e regalare un tocco spiritoso e originale alla vostra giornata speciale: non dimenticate di far mettere in cima alla torta i due sposini o un simpatico cake topper!

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Siete amanti delle ciambelle, ma l’idea della torta multistrato non vi convince? Potete sempre optare per una soluzione diversa, molto pratica e divertente. Come accompagnare una buona ciambella? Ma con un bel cappuccino. L’idea sarebbe quella di creare dei bicchierini o dei barattoli di latte e caffè (o cioccolata calda se preferite), una cannuccia e una soffice ciambella come accompagnamento.

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Come sempre, largo alla fantasia e al vostro gusto!

State organizzando un evento importante? Un battesimo, una laurea, un compleanno o un matrimonio? Scegli Giftsitter.com, l’unica lista regalo online senza costi e senza vincoli riguardo a rivenditori, prezzi o prodotti, scegliendo liberamente cosa fare del tuo denaro. Cosa aspetti? Provalo!

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L’addio al nubilato è out: spazio al Bridal Shower!

Tendenze: meglio il Bridal Shower perché l’addio al nubilato è oramai out!

Ebbene sì, anche in ambito di addio al nubilato si fanno spazio, senza troppi sforzi, nuove tendenze che arrivano direttamente dagli Stati Uniti (avevate dubbi in proposito?). Si chiama Bridal Shower ed è una festa in onore della sposa da tenersi qualche giorno prima del matrimonio alla quale parteciperanno le amiche più intime della sposa.

Sì, la parola è molto simile a Baby Shower e la formula non è tanto diversa: se per il Baby shower la protagonista assoluta è la mamma, qui è la futura sposa!

Attenzione non si tratta, però, di un semplice addio al nubilato, ma di una vera e propria festa durante la quale la sposa sarà la protagonista indiscussa. Prima di tutto, il bridal shower si contraddistingue per essere un evento molto alla moda e all’insegna del glam: tutto deve essere organizzato nei minimi dettagli secondo i gusti e le preferenze della sposa – è lei la protagonista assoluta della giornata e guai farle ombra – e in base ad un tema specifico che sarà presente su tutti gli elementi del bridal shower, dagli inviti alle decorazioni, passando per cibo ed abiti.

HelloKittyBridalShower_RealPartyBridalShower_I61studio_DSC6574_lowMa quali sono gli elementi fondamentali del bridal shower? 

Un bridal shower che si rispetti ha tre elementi caratterizzanti: eccoli elencati!

Primo fra tutti un tema specifico e ben definito: un bridal shower deve avere un tema che rispecchi ciò che la sposa ama di più: ad esempio le passioni della sposa, il suo colore preferito, i suoi gusti. Alcuni temi di tendenza sono quelli cromatici come il “Black and White” oppure quelli legati alla storia “Anni ’50 o ’60″, “Medievale” o alla musica come il tema “Rock and Roll” o il tema “Country”. Il colore più gettonato per il Bridal Shower, trattandosi di una festa femminile, è il rosa, in tutte le sue sfumature, ma nulla nega di sbizzarrirsi con colori e temi. Ovviamente giochi, allestimenti, abiti degli invitati, buffet, inviti e bomboniere devono essere tutti coordinati in base al tema scelto.

Diversamente dai regali che solitamente si fanno in occasione dell’addio al nubilato, i regali per il bridal shower sono diretti alla sposa e solo a lei, quindi non sono né regali di coppia né regali hot. Tra i regali che vanno per la maggiore sono trattamenti di bellezza per la sposa, set di asciugamani, utensili per la casa o biancheria intima, che dovranno essere abbinati al tema scelto.

Terzo elemento indispensabile per il bridal shower è il cibo. Questa tipologia di festa prevede che ci sia almeno un buffet, che varierà in base all’orario scelto per la festa, ma che dovrà comunque essere molto bello da vedere e sfizioso da mangiare. Se volete organizzare un bridal shower di tendenza, scegliete finger food per la parte salata del banchetto e cupcakes per l’angolo dei dolci.

Ovviamente ricordate che il Bridal Shower deve smorzare la tensione delle nozze, far rilassare e divertire la sposa. Quindi via libera a musica, giochi di società, scherzi e buonumore. Anche la goliardia è concessa, nei limiti del buongusto.

Tutto molto bello, ma per il Bridal Shower chi paga?

Il Bridal Shower è organizzato per la sposa, dunque, come accade per l’addio al nubilato che non dovrà versare un centesimo. Le spese sono a carico delle amiche che organizzano la festa!

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Bebè in arrivo: cosa serve realmente?

L’arrivo di un bambino implica una lista infinita di cose da fare e da comprare. Ma è tutto necessario? Niente panico, ecco cosa vi serve realmente per la vostra lista nascita!

Cari futuri genitori all’ascolto in trepidante attesa, ci siamo quasi manca poco per l’arrivo del vostro bambino! Emozionati? Sicuramente sì. Ma per chi è alle prime armi non è semplice organizzare tutto prima che la cicogna vi consegni il vostro bel fagottino. Quante cose vi serviranno? Cosa comprare? Cosa farsi regalare da amici e parenti? In effetti ci si può trovare un po’ in confusione, ma non preoccupatevi, Giftsitter è qui per aiutarvi!

Lista bebè

Innanzitutto iniziamo da ciò che servirà in ospedale proprio appena nato e il necessario da mettere nella valigia per il parto. Primi fra tutti i pannolini, poi tutto l’occorrente per la pulizia dell’ombelico: garze sterili, alcool al 75% e acqua ossigenata.

Passiamo alla sezione lavaggio:

  • sapone e shampoo per il bagnetto;
  • termometro per il controllo della temperatura dell’acqua (le nostre nonne usavano regolare la temperatura dell’acqua immergendo un gomito, ma non vogliamo rischiare di “bollire” il nostro bambino);
  • pettine e spazzola;
  • latte idratante (spesso i bimbi appena nati possono avere la pelle secca);
  • pasta protettiva da usare ad ogni cambio di pannolino per scongiurare fastidiose irritazioni ai culetti dei nostri fagottini (le ha avute nei primi giorni poi quasi nulla);
  • ciuccio e biberon;
  • acqua fisiologica per eventuali lavaggi nasali e per la pulizia degli occhietti.

Se si allatta, è il caso di aggiungere alla lista della spesa dei multivitamici (fatevi consigliare dal vostro medico i più adatti alle vostre esigenze).

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E adesso passiamo al corredino che già da solo occupa una bella fetta della spesa ed è di fondamentale importanza. Ovviamente è da tenere in considerazione la stagione in cui nasce il piccolo:

  • Body: ne serviranno almeno 7 (se non più), ma attente alle taglie! Non abbiate fretta a comprarne tanti della taglia zero, alcuni bimbi che nascono belli grandi passano dopo un paio di settimane alla taglia 1, 2 o 3 mesi o, al contrario, se sono piccoletti ve ne serviranno tanti in taglia piccola. Quindi non abbiate fretta, prendetene un paio di una e altra taglia per i primi giorni e poi organizzatevi di conseguenza.
  • Tutine, completini, calzini o scarpette di lana o cotone (in base alla stagione). Qui c’è solo da sbizzarrirsi, ma come detto per i body, non esagerate: le taglie  potrebbero esservi fatali!
  • Asciugamani per il cambio pannolino, accappatoi e tovagliette in genere.
  • Lenzuolini e copertine per la carrozzina e per lettino.
  • Paracolpi imbottiti per il lettino.
  • Seggiolino per l’auto.
  • Carrozzina, passeggino e ovetto. Consigliatissimo il trio (in commercio se ne trovano di tutte le marche, colori e dimensioni).
  • Lettino con cuscino e materasso e, per chi preferisce, con adattatore per usarlo già dai primi mesi.
  • Fasciatoio.
  • Sterilizzatore.
  • Vaschetta per il bagnetto
  • Bilancia.

Con il passare del tempo, man mano che il vostro piccolo crescerà, vi serviranno anche:

  • Seggiolone.
  • Seggiolino per il tavolo.
  • Marsupio (amatissimo dai nostri cari papà).
  • Box.
  • Sdraio.
  • Palestrina.
  • Radioline.
  • Girello.
  • Giochini per il piccolo (ovviamente).
  • E poi altri vestiti e vestitini (si cresce in fretta!).

In effetti la spesa è abbastanza grande e in tempi di crisi bisogna far quadrare i conti. Spesso parenti e amici sono soliti fare dei regali per la nascita e, ovviamente dopo, per il battesimo, ma spesso si finisce per ricevere un’infinita di oggetti inutili, regali doppioni e tante, TROPPE, tutine. Le prime settimane vedrete che i bambini cresceranno in fretta e tantissimo. Quindi è normale che i vestitini diventino piccoli senza averli “sfruttati” a dovere ed è un vero peccato metter via  tutine usate una sola volta perché regalati quando ormai non erano più della taglia giusta… un vero peccato! Oppure c’è chi pensa di regalarvi un oggetto utile, ma che in realtà non userete prima di un anno e che vi invaderà solo casa. Per questo motivo è consigliabile fare una lista nascita in modo da evitare di ricevere regali inutili e non graditi.

Ormai, le frontiere del web offrono la possibilità di creare delle liste regalo online, senza quindi creare lo stress ai parenti e agli amici di recarsi nel negozio da voi scelto per versare una quota: spesso, infatti, per evitare di perder tempo a raggiungere il negozio fisico (perché magari troppo lontano dalla loro città o per numerosi impegni lavorativi e familiari che non coincidono con l’orario di apertura dei negozi) molti pensano bene di farvi un regalo a loro piacere, in un negozio a loro gradito senza interpellarvi.

Una soluzione? Certo che sì. Affidarsi a Giftsitter.com per la lista nascita o battesimo del tuo bebè!

Con Giftsitter.com non ci saranno più questi problemi perché consente di gestire la tua lista regalo online facilmente, senza stress e in maniera vantaggiosa per te e per i tuoi invitati. Gli amici e parenti verseranno la quota comodamente da casa e i genitori useranno il denaro per comprare tutto il l’occorrente per il bebè quando lo desiderano. Sarà così facile che basterà il pensiero! 

Affidati ai professionisti, affidati a Giftsitter!


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Che tipologia di studente universitario sei?

Dopo aver parlato delle matricole, non potevamo esimerci da parlarvi di altre tipologie di studente che si annidano tra le aule delle università italiane. Sarete tra questi?

  1. studenteLo studente assonnato: è la tipologia di studente più diffusa ultimamente. La mattina non si sveglia per andare a lezione perché provato dalla spossatezza del tran tran quotidiano, ma è lo stesso che smette di studiare alle 18:00 e va a letto presto perché ha avuto una giornata difficile. Lo studente assonnato vive la sua vita universitaria più nei sogni che nella realtà e quando si presenta all’esame davanti ad un professore deve darsi un pizzicotto per capire se è frutto della sua immaginazione o realmente si trova in quel luogo, in quel momento, con quelle persone.
  2. Lo studente ansioso: appena iscritto all’università ha subito una mutazione genetica per cui il suo corpo è composto da un 95% di ansia. Un semplice cambio di orario della lezione lo mette in panico, il cambio dell’ordine di appello può essergli fatale.
  3. Lo studente latitante: quello che lo vedi il primo giorno di lezione per poi sparire nel nulla. Non hai la più pallida idea di cosa stia facendo, di cosa stia pensando, ma dopo 3 anni trovi il suo album delle foto della laurea su Facebook e tu sei ancora in preda al panico da esami. Ovviamente, si negherà ogni like, commento o interazione col suddetto album, giusto perché “come si è permesso di laurearsi prima di noi”?
  4. Lo studente CFU: la sua giornata è fatta di infiniti calcoli matematici su quale materia studiare per poter accumulare i CFU necessari per presentare ogni tipo di domanda o bando. Questo studente non fa nessuna attività se non gli viene espressamente rassicurato che gli vengano certificati un TOT di crediti di “altre attività” o “tirocinio formativo”. Si vocifera che abbia avuto il coraggio di chiedere ai suoi amici una convenzione con l’università per riconoscimento dei crediti aggiuntivi per ogni uscita il sabato sera.
  5. Lo studente fieramente fuori corso: conosciutissimo da chiunque, l’unico esame che ha dato è storia contemporanea, solo perché in alcuni eventi era proprio presente, non perché abbia studiato. Si sostituisce spesso a bidelli, bibliotecari, segretari e, se qualcuno avesse il coraggio di chiederlo, anche a qualche professore. Si aggira tra i corridoi spavaldo e fiero di sé: è detentore di ogni verità assoluta sulla facoltà e conosce ogni avvenimento e aneddoto avvenuto dentro e fuori le aule. A casa ha un archivio “storico” di tutti i volantini promozionali delle serate universitarie in discoteca.

E poi ci sei tu, lo studente laureando, che a tra un po’ finirai gli esami e arriverai alla laurea. Dopo tanta fatica non ti meriti un gran bel viaggio, una settimana rilassante in una Spa, o un gruzzoletto da poter spendere per il tuo futuro?

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©Rebecca Emily Drobis

Cake pops: da oggi la torta si trasforma in finger food

Cake pops: mini dolcetti molto belli da vedere, mono-porzione e deliziosi da gustare.

Siete di quelli che in qualsiasi occasione speciale non rinuncerebbero mai al dolce? Volete stupire i vostri invitati con qualcosa di originale? Siete stanchi di infiniti strati di pan di spagna per la torta nuziale e vorreste qualcosa di meno “datato” al vostro matrimonio? Cercate un’idea originale per il vostro compleanno? Siete stanchi di dover trovare il modo di usare piattini e posate ai vostri eventi che si svolgono in luoghi piccoli e affollati?

Niente paura, Giftsitter.com arriva in vostro soccorso e vi fornisce un’idea originale e pratica per “reinventare” il momento della torta. 

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Ormai il finger food spopola ovunque: se non ami il finger food sei proprio “out”. Poter assaporare in piccole dosi grandi delizie è ormai la moda culinaria di questi tempi che si è diffusa rapidamente in ogni banchetto (nuziale e non). Anche i dolci non sono da meno e se fino a poco tempo fa andavano di gran moda i cupcake, adesso la musica cambia: dolcetti ancora più piccoli e pratici da mangiare in arrivo!

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Sono piccoli, simili a lecca lecca e coloratissimi: i cake pops sono l’ultima tendenza in campo di “dolci e cake design”. Per chi non lo sapesse, i cake pops non sono fatti con l’impasto della torta per poi essere ricoperti di glassa e decorati a piacimento: una vera delizia per occhi e palato, che abbelliranno il vostro candy buffet con la loro allegria multicolor.

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Le idee potrebbero essere tante: dei piedini o ciuccetti per nascita o battesimo; dei simpatici animaletti per un compleanno di bambini; scintillanti per un 18esimo compleanno, eleganti e raffinati per un matrimonio.

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Le varianti sono infinite: basta scegliere gli abbinamenti di gusto e colore che preferite, et voilà!

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Oltre a quelli di torta, una variante potrebbe essere quella fatta con i coloratissimi e “super fashion macarons”. Questi dolcetti a base di albume, simbolo della pasticceria francese, erano i preferiti dalla Regina Maria Antonietta, ed oggi sono un vero trend che spopola in tutta Europa e non solo.

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Matrimonio a Cartagine: Sì, lo voglio!

Per qualcuno il matrimonio è un dramma, per altri un sollievo, ma, in fondo, si tratta di un sì…anche in Tunisia!

Come già vi avevo anticipato in un altro articolo, nel mio passato da studentessa ho avuto la possibilità di andare spesse volte in Tunisia per studiare (vi ho già raccontato della Medina di Tunisi). L’articolo che scrissi ai tempi dell’università racconta un particolare evento che era doveroso inserire anche qui, nel blog di Giftsitter: un vero matrimonio tunisino!

La “location”, se così è giusto chiamarla, è Cartagine, luogo che i Romani nominarono Capitale della Provincia Romana d’Africa. Ma in questo caso niente monumenti antichi, niente mosaici, niente aree turistiche, niente informazioni sul luogo: se era questo quello che cercavate in questo articolo, mi dispiace. Questo è semplicemente un racconto di incontro tra due popoli, tra due culture o semplicemente tra due persone. Buona lettura!

Estate 2007, sono nuovamente a Tunisi, la città che ormai mi ha “adottata”. Mi guardo attorno: nulla è cambiato! Stesse strade, stessi odori, stesse persone che a distanza di un anno si ricordano di me e mi salutano come se ci fossimo incontrati il giorno precedente. Quest’anno niente turismo per me, niente caldo e afoso deserto, niente affascinante e romantico cielo stellato tra le dune sabbiose. Ciò nonostante, non posso rinunciare ad una capatina al souk: quell’odore inebriante e inconfondibile mi fa capire che sono realmente a casa.

L’obiettivo di quest’anno è “diventare una di loro”. Cerco e ricerco il modo in cui potrò far mia un pezzetto di cultura araba, ma non ci riesco: Tunisi è una città troppo grande e in via di sviluppo, la calca delle macchine e la vita frenetica dei cittadini tunisini sembra nascondere ciò che cerco. Quando sto per abbandonare ogni speranza, ecco un invito ad un matrimonio! Penserete voi: “cosa c’è di strano in qualcosa che fa tutto il mondo?”. Beh, se per noi serve un anno per organizzare quell’unico giorno, che dovrebbe essere il più bel giorno della nostra vita (che poi si tramuti nell’errore più grande della nostra vita, con parenti ubriachi e piedi doloranti, è relativo), i festeggiamenti per un matrimonio nel mondo arabo durano una settimana… ma per organizzarlo non serve più di un mese!

La festa è a Cartagine, e il mio caro amico Sofien, che gentilmente mi ha invitata, mi aspetta davanti alla stazione del TGM. Lo trovo con in mano due mazzolini di gelsomino, uno per me e uno per lui, che non possono mancare nei giorni di festa tunisini. Biglietto in mano e si parte! Venti minuti dopo ecco la stazione di Cartagine, sto per scendere, ma Sofien mi chiama dicendo: “la nostra fermata è la prossima.” Lo guardo un po’ pensierosa, ma presto si è svelato il mistero: una fermata dove non scende mai nessuno, o per lo meno, nessun turista. Appena scesi dal treno e usciti dalla stazione, di fronte a me due strade in terra battuta. Osservo entusiasta un’alternanza di muri bianchi e portoncini azzurri socchiusi che lasciano intravedere dei piccoli giardinetti, panche e tavoli di pietra decorati da piastrelle in ceramica colorata. Dopo un centinaio di metri comincia ad infittirsi la folla. C’è un via vai di gente che attraversa la strada ed entra ed esce da un portone all’altro (come se fosse normalissimo andare a sbirciare nelle case dei vicini). Finalmente arriviamo. Il portone è spalancato e ornato di numerose lucette intermittenti (per intenderci, le luci che noi usiamo per decorare gli alberi di Natale). Di fronte a me un grande portico e tante persone suddivise in due gruppi ben distinti. Mi avvicino un po’ di più e le figure un po’ sfocate che vedevo grazie alla mia miopia si fanno più chiare: un gruppo è formato solo da donne, e l’altro solo da uomini. Mentre gli uomini osservano da lontano e sghignazzano, le donne si voltano e si avvicinano tutte insieme, mi salutano e mi abbracciano come se fossi una loro parente. Per loro è un grande onore avere un’italiana in casa. Ringrazio, rigorosamente in arabo, e la più anziana di loro rimane sbalordita del fatto che ci siano stranieri, per lo più donne, ma soprattutto italiane, che parlano in arabo classico, una lingua da lei sconosciuta.

Mi fanno sedere (e quando dico “mi fanno sedere” è perché all’improvviso ho sentito una pressione dietro le ginocchia che mi spingeva verso il basso. Solo dopo ho capito che era una sedia infilata furtivamente nei momenti di confusione), e mi mettono in mano un bicchiere di non so cosa. Devo bere: rifiutare sarebbe mancare di rispetto e non essere contenta dell’ospitalità. Assaggio, sotto gli occhi di una ventina di persone: è buono (pur non capendo di cosa si tratti)!

Un uomo si avvicina con aria curiosa. È il cognato di Sofien che non si fa sfuggire l’occasione di bacchettarlo per essere uno “scapolo convinto” e gli suggerisce di prendere esempio dalla cugina (la sposa in questione) e sposarsi “prima che sia troppo tardi”. Questa visione apocalittica è comprensibile se si pensa che per gli arabi il matrimonio è fondamentale, paragonabile ad un bisogno di prima necessità come mangiare e dormire.

Della sposa nemmeno l’ombra: è nella sua stanza a prepararsi per il grande evento. Dello sposo, e dei suoi parenti non si hanno tracce, lui non deve essere presente oggi, il suo compito lo ha già svolto ieri, firmando il contratto di matrimonio con il futuro suocero.

Dopo un po’ mi portano in un’altra stanza. Al centro del tavolo qualche posata, tanti bicchieri, piattini sparsi colmi d’harissa, pane e tre grandi piatti colmi di “salata meshwiya”, “tanjin tunisien” e carne in un brodino vivace (per non dire rossissimo e piccantissimo). Si mangia rigorosamente tutti nello stesso piatto e a turni: prima gli ospiti (io), le donne più anziane e gli uomini della famiglia… poi tutti gli altri.

Dopo aver consumato quel delizioso pasto, saliamo nella terrazza dove è stata posizionata la sedia della sposa, foderata di raso bianco e ornata da ghirigori d’argento lavorati a mano. Un gruppo in veste tradizionale suona e canta una canzone che racconta le gesta di mohammad per poi concludere con le canzoni del folclore tunisino. Piano piano la terrazza si riempie: tutto il quartiere è lì in attesa della sposa. Un rullo di tamburi ed eccola arrivare nel suo vestito coloratissimo e luccicante. Viene accolta da applausi, balli e squillanti “zagharid” delle donne. Oggi è un giorno importante per lei, le verranno tinte mani e piedi con l’hennah e l’arkous in simbolo di fecondità e felicità. I palmi delle mani la pianta dei piedi diventeranno di color rosso fuoco, mentre dalle dita al gomito verrà ricoperta con disegni floreali di arkous nero. Lo stesso verrà fatto per tutte le donne che sono presenti ai festeggiamenti e agli uomini verrà semplicemente dipinto il mignolo della mano sinistra. I festeggiamenti continueranno per tutta la notte e per i prossimi giorni fino alla festa conclusiva dove, in abito bianco, i due promessi verranno ufficialmente dichiarati marito e moglie.

È già troppo tardi per me e devo abbandonare la festa. Torno a casa, questa volta nella mia cara Sicilia, e se non fosse per quelle macchie rosse e nere nelle mie mani, direi che non sono mai andata via dalla “mia” terra! Stesso paesaggio, stessa accoglienza, stesso caldo, stessi colori, stessi profumi e nessuna differenza tra noi e loro.

Un viaggio per un’occasione speciale come il compleanno, la laurea, un anniversario o le nozze? Una lista nozze pratica e non vincolante? Come? Ma con Giftsitter.com!

 

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Tre gemelle con lo stesso abito: mariti nel panico

Tre gocce d’acqua il giorno del matrimonio e i mariti entrano nel panico: quale sarà la sposa giusta?

Stesso abito, stessa acconciatura e stesso portamento: davvero tre gocce d’acqua! Tre sorelle gemelle hanno pensato bene di mettere in difficoltà i futuri mariti il giorno delle nozze: indossando lo stesso abito, scegliendo lo stesso trucco e la stessa acconciatura, i futuri mariti erano abbastanza imbarazzati al momento di riconoscere le proprie mogli.

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Le tre belle brasiliane di 29 anni hanno scelto di condividere uno dei momenti più importanti della loro vita, dopo averlo già fatto con la nascita e di scherzarci un po’ su.

Rafaela, Rochele e Tagiane Bini  sono praticamente identiche e tra i futuri mariti c’è stato il panico: avevano paura di confondere la proprio fidanzata con una delle altre sorelle! L’unico modo per riconoscerle era il bouquet diverso per ognuna, anche per poterle identificare tra i parenti.

Rafael, marito di Rafaela dichiara:

Una volta eravamo tutti e tre in cucina, a preparare la cena. Rochele, che era fidanzata con Gabriel, stava lavando le stoviglie nel lavandino e Rafaela era ai fornelli. Stavamo chiacchierando, e le due sorelle hanno invertito le loro postazioni. Così sono andato verso il piano cottura per abbracciare da dietro Rafaela, ho sentito: “Ops”. E mi sono accorto di avere stretto la ragazza sbagliata.

Davvero impressionante!

E voi state organizzereste mai un matrimonio così? E per la lista nozze? Giftsitter.com è l’unica lista nozze senza costi e senza vincoli riguardo a rivenditori, prezzi o prodotti, scegliendo liberamente cosa fare del tuo denaro. Cosa aspetti? Provalo!

 

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Le 5 cose da non dire MAI alla suocera

“Quel mostro di mia suocera”: ci sono cose che è meglio non dire alla suocera se non si vuole rischiare la vita!

Oggi parliamo di un argomento scottante che interessa un po’ tutti, sposo e sposa. State magari facendo i preparativi per le vostre nozze e tutto sembra meraviglioso tranne vostra suocera?

Non vogliamo mettere in dubbio che esistano al mondo suocere dolci e amorevoli, ma ammettiamolo, la suocera a volte è vera e propria una ficcanaso, pronta a cogliervi in fallo: sembra proprio che viva per quel momento in cui può dire la sua riguardo alla vostra vita di coppia, anche se nessuno glielo ha chiesto.

Tanto odiata dai generi per la sua invadenza e tanto detestata dalle nuore per la sua incapacità di stare al proprio posto e rendersi conto che il figlio è cresciuto e non è più il suo bambino, la suocera, per così dire, va addomesticata e soprattutto bisogna imparare a non pronunciare le paroline che potrebbero farla infuriare.

Ecco quindi che noi di Giftsitter abbiamo stilato la lista delle 5 cose da non dire ad un suocera per evitare che vada in escandescenza.

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1. Non puoi venire a scegliere l’abito da sposa con me.
Questo riguarda le future sposine e il rapporto con le loro suocere. Ok, se non ve lo chiede e non volete la sua presenza fate silenzio, ma se è lei a proporsi, allora stringete i denti e invitatela. Non invitarla significherebbe mettere la prima pietra debole del vostro futuro rapporto.

2.  Stai zitta, non ho chiesto il tuo parere. Ecco qualcosa di forte e particolarmente di impatto che riguarda sia il genero che la nuora. Anche se è vero che non si è chiesto il suo parere, non è carino pretendere di azzittirsi. Una soluzione potrebbe essere ascoltare il parere e magari sorridere e fingere di essere interessati. Non esagerate con parole accondiscendenti e moine, potrebbe insospettirla e capire il vostro piano!

3. No, grazie tante, ma “preferiamo” andare da mia madre. Allora non hai capito che non è il caso di scherzare con il fuoco: mettere in competizione le 2 suocere è una mossa subdola e scorretta! Mai cadere nell’errore di fare capire che si “preferisce” una all’altra.

4. Sono i miei figli e li educo io. Questa è davvero delicata perché tocca l’orgoglio di mamma, il ruolo di suocera e la felicità di essere nonna. Non siate troppo duri, i figli li crescono i genitori, ma i nonni ormai sono fondamentali, non disprezzateli. E se li viziano troppo? È il ruolo dei nonni, fatevene una ragione!

5. Stasera non ci sono, esco con i miei amici/le mie amiche. Attenzione, questa frase nell’orecchio di una suocera viene avvertita come: “abbandono tuo figlio/tua figlia a se stesso/stessa. E, se mentre ci sono, mi do al tradimento!”. Anche se è solo una sua fantasia e che ogni tanto, un’uscita tra vecchi amici, senza moglie o mariti, fa bene alla coppia, cercate di non svelarlo alla suocera. Potreste essere visti come l’anticristo!

Adesso che siete informati sulle frasi più rischiose da non dire mai a una futura suocera, potete continuare i vostri preparativi per il vostro matrimonio. Avete tutto pronto?

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