Monthly Archives: October 2014

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Tradizioni dal mondo: le zucche di Halloween

Ormai Halloween è una festa che è stata adottata anche qui in Italia, anche se, come ogni festa che viene presa da tradizioni e popoli diversi, si italianizza un po’ perdendone il vero significato. Le origini di Halloween si presume che affondino le radici nella cultura celtica che il 31 ottobre celebrava la fine dell’anno (di conseguenza, il 1° di novembre festeggiava il capodanno) perché, trattandosi di una realtà contadina, la fine d’ottobre equivaleva alla fine dell’estate, e quindi, era il momento di mettere al sicuro raccolto e bestiame e lasciarsi andare ai meritati festeggiamenti. Festeggiamenti che, durante quella notte, erano aperti a tutti, compresi gli spiriti che potevano vagare sulla terra e divertirsi con i viventi.

Ammettiamolo, Halloween non ci appartiene proprio, anzi non abbiamo la più pallida idea dell’origine di questa festa. Ad esempio vi siete mai chiesti perché ad Halloween si scavano le zucche e si inserisce al loro interno una candela’? Io credo di no, anche perché di tutta questa bella tradizione sulla notte di ognissanti noi italiani abbiamo solo percepito l’idea di “festa in maschera”.845567nga4agyje7

In realtà la risposta a questa domanda risiede in una antica storia irlandese che narra della vicenda di Stingy Jack, Jack l’avaro, o più comunemente chiamato Jack della lanterna, Jack o’ lantern. Se gli amanti dei film di Tim Burton stanno sorridendo è perché magari si ricordano di un certo protagonista che non è altro che uno scheletro che abita nella Città di Halloween. Il nome di questo personaggio? Ovviamente Jack che, proprio all’inizio del film, è travestito da spaventapasseri con una zucca come testa.

Ma torniamo alla tradizione, Jack era un fabbro molto avaro, considerato dai suoi concittadini un esperto manipolatore. Conduceva una vita molto dissoluta ed era incline a quasi tutti i peccati, fino a quando una sera, in preda ai fumi dell’alcool, vide il Diavolo pararsi di fronte a sé. Temendo per la sua anima, l’avaro fabbro chiese a Satana di concedergli un ultima bevuta prima di essere condotto all’Inferno. Prendendolo come una sorta di “ultimo desiderio” il Demonio lo condusse in una locanda. Dopo aver bevuto abbondantemente Jack chiese al Diavolo di trasformarsi in una moneta d’argento per pagare il conto all’oste. Acconsentendo all’insolita richiesta, Satana si trasformò in una moneta d’argento ed a quel punto, lo scaltro Jack ne approfittò per infilarla nel suo portamonete al cui interno vi era un piccolo crocifisso che impedì al Diavolo di riprendere la forma originaria e quindi di liberarsi. Dopo insistenti richieste da parte del Demonio, Jack, dopo aver ottenuto la promessa di avere salva la vita per altri dieci anni, liberò il Diavolo.

A dieci anni esatti da quella sera, Satana si ripresentò a Jack per condurlo nuovamente all’inferno. Come la volta prima, il fabbro con un tranello spinse il Diavolo ad arrampicarsi su di un albero per prendergli una mela ed a quel punto sistemò lo stesso crocifisso che aveva usato la prima volta sul tronco per impedire al Demonio di scendere. Trovatosi nuovamente in trappola Satana, per potersi liberare, concesse a Jack di avere salva l’anima e di non poter essere dannato per l’eternità.

jack-o-lanternDurante il resto della sua vita Jack, sicuro di non essere condannato all’Inferno, continuò a vivere in maniera dissoluta e peccaminosa. Alla sua morte però fu allontanato dal Paradiso da Dio in persona e spedito davanti ai cancelli dell’Ade, Jack si trovò nuovamente al cospetto di Satana che, felicemente, rispettò il contratto stipulato con il fabbro impedendo alla sua anima di varcare i cancelli dell’Inferno. A quel punto Jack chiese al Diavolo dove sarebbe potuto andare dato che anche il Paradiso gli aveva negato l’accesso. Satana gli rispose che poteva anche tornare da dove era venuto. Lagnandosi del fatto che la strada che doveva percorrere fosse troppo buia, il Diavolo gli concesse un pezzo di brace dell’Inferno per potersi orientare. Jack la raccolse e per evitare che si spegnesse la infilò all’interno di una rapa (che solo dopo la diffusione di questa storia in America fu cambiata con una zucca). La tradizione vuole che da quel momento Jack continua a vagare nell’oscurità in attesa del giorno del giudizio.

Jack della lanterna, dunque, rappresenta tutte le anime dannate che durante Halloween vagano in cerca di un posto in cui riposare e le zucche con le candele disposte davanti la porta di casa servirebbero quindi a tenere lontani gli spiriti maligni per evitare che entrino in casa.

E voi avete organizzato una festa di Halloween? E per raccogliere le quote d’adesione perché non scegliere il nostro servizio online Giftsitter.com? Perché Giftsitter non serve solo per la tua lista regalo, ma anche per aiutarti nell’organizzazione dei tuoi eventi speciali fornendoti un modo pratico ed immediato per la raccolta quote.

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Cheering up

Addio al celibato e nubilato in 5 semplici mosse

Avete già mandato gli inviti, comprato il vestito, prenotato la chiesa e la sala ricevimenti e solo dopo questo tran tran che dura da un bel po’ di mesi vi state rendendo conto che vostre ore da single stanno scadendo! Allora tra i molteplici preparativi ai quali vi state dedicando ormai da tempo, concedetevi una pausa con i vostri amici per rilassarvi un po’ e, perché no, riflettere sull’imminente cambiamento che subirà la vostra vita dopo il fatidico ‘SÌ’. Spaventati? Che sarà mai? In fondo state solo per lasciare la vostra amata tranquillità per una vita di coppia imprevedibile!

download (3)Questo sarebbe lo spirito giusto con cui vivere il proprio addio al nubilato e celibato.  Tranquilli, nessuno vi sta dicendo che dovete buttarvi a capofitto in una serata in stile “notte da leoni”, ma passare del tempo con i propri amici più cari prima del gran giorno non può che far bene agli sposi. Spesso, però, anche quello che dovrebbe essere un piacere, diventa fonte di stress e agitazione, in un momento in cui tutto, proprio tutto, deve essere perfetto.

Per questo motivo, noi di Giftsitter vi proponiamo, di seguito, una serie di utili consigli che vi aiuteranno a vivere questo evento nel modo più sereno possibile e che aiuteranno gli amici degli sposi ad compiere perfettamente il gravoso compito di organizzare la festa:

  1. Chi organizza la festa? Prima regola imprescindibile è che, in un party che si rispetti, tutta l’organizzazione spetta agli amici e/o parenti degli sposi. Cari sposi, non azzardatevi ad alzare un dito, anzi, meno ne sapete meglio è: rilassatevi e sfruttate l’occasione per lasciarvi coccolare un po’, avete già tanto stress da preparativi che per una volta gli altri se la caveranno senza il vostro aiuto.
  2. Che stile scegliere? Prima di procedere con i preparativi, gli organizzatori dovrebbero fare luce in merito ai gusti del festeggiato, per non correre il rischio di pianificare a puntino una festa che non rispecchi il suo stile. D’altronde, i riflettori sono puntati su di lei o lui anche in questa divertente circostanza. Sono da considerarsi sconvenienti quindi gli eccessi che potrebbero risultare inappropriati, offensivi o fuori luogo, oppure eccedere nel bon ton e nella signorilità: ammettiamolo, un po’ di caciara è concessa in queste occasioni.
  3. Quando organizzare la festa? La cosa più conveniente da fare è quella di organizzare la festa di addio al celibato o nubilato con il dovuto anticipo rispetto al giorno del matrimonio. Si consiglia generalmente una settimana prima. Nessuno vuol vedere le occhiaie nei volti degli sposi il giorno del loro matrimonio, né vedere lo sposo portarsi dietro quintali di aspirine per il mal di testa post sbornia.
  4. sposa-nubilato_650x447Festa a sorpresa sì o no? Anche se la festa di addio al nubilato e celibato è per definizione a sorpresa, è opportuno che gli amici e organizzatori, intenzionati a pianificare l’evento, si informino circa la disponibilità degli invitati e soprattutto del festeggiato, visto che il neo coniuge, in questo periodo, sarà sommerso di impegni fino ai capelli. Assicuratevi quindi di individuare una serata libera e che il giorno dopo non siano previste, nella sua agenda, occupazioni mattutine o impegnative. Ovviamente, è anche possibile pianificare il tutto con gli sposi, soprattutto se l’idea dell’addio al nubilato o celibato è qualcosa di particolare che implichi più di qualche ora: ad esempio, è di moda fare un viaggio con i propri amici per celebrare l’evento.
  5. Chi paga? Il galateo del matrimonio è chiaro su questo punto: il festeggiato non dovrà mettere mano al portafogli. Lui o Lei, per quella sera, dovrà solo divertirsi! Sebbene si può fare uno strappo alla regola e far partecipare tutti dato che comunque l’obiettivo principale è quello di passare del tempo insieme.

Avete già organizzato l’addio al celibato e nubilato dei vostri amici? E avete già pensato alla lista nozze? Beh, per quello non preoccupatevi, ci pensa Giftsitter.com

 

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La lista dei 5 regali più brutti della storia dei tempi

Regali indesiderati, come sopravvivere all’imbarazzo!

Al peggio non c’è mai fine? Ti sei trovato almeno una volta a dover far un sorriso forzato e ringraziare per un regalo ricevuto che si è dimostrato particolarmente non gradito? Bene, allora non puoi non continuare la tua vita se non leggi attentamente questo articolo.

regalo indesideratoPensa al regalo più brutto che tu abbia mai ricevuto per un compleanno, per la tua laurea o, che ne so, per Natale. Non temere, come te che stai leggendo, anche io nella mia vita ne ho viste tante: sembra proprio che quando si parla di fare un regalo si attivi nel cervello dei nostri amici un pulsante con su scritto “orrore”. Non saprei dire quale sia il vero motivo di questo scempio, sarà per una bizzarra congiunzione astrale o semplicemente perché ho amici e parenti meno dotati di buon gusto del pianeta, sta di fatto che per anni il giorno del mio compleanno è stato di una tristezza infinita: giorni in cui il male supremo si è concentrato in un brutto e inutile oggetto sapientemente confezionato in carta regalo imbarazzante, spesso anche natalizia nonostante io compia gli anni a settembre (va bene il riciclo, ma ammettiamolo, non si può pensare di riciclare un regalo di ricevuto a Natale senza nemmeno cambiare la confezione).

Ritrovarsi a scartare i regali più brutti e imbarazzanti della storia è un’esperienza che ti segna, perché qui non stiamo parlando di aver ricevuto un regalo che non rispecchia i tuoi gusti personali, ma di quei regali che non si farebbero nemmeno al peggior nemico!

Il viso diventa paonazzo, la voce trema e non sai cosa dire. Cerchi di tirar fuori un sorriso, ma l’effetto è quello di qualcuno che si è tatuato in fronte un enorme punto indicativo. Sì, perché l’unica cosa che hai in mente in quel momento è “cosa ho fatto di male per meritarmi questo?”.

Quindi, cercando di fare un po’ di ordine tra le cianfrusaglie accumulate negli anni, ho pensato di stilare la lista dei 5 regali più brutti della storia dei tempi che, ahimè, i miei parenti e amici continuano a regalarmi convinti di fare cosa gradita (o più facilmente, sono regali riciclati che vengono sapientemente incartati, infiocchettati e spacciati come regali che vengono dal cuore).

1- MAGLIONE DELLA NONNA (O DELLA ZIA). Primo in tutte le hit parade della storia dei tempi. Qualsiasi nonna al mondo ha creato un maglione di lana per i propri nipoti. Tutto fatto a mano, con massima cura e precisione, ma con pochissimo buon gusto. Quando lo scarti sei già pronto a trattenere il vomito, ma devi far finta di non aver mai visto un capo più bello. Il colmo è che sei costretto a indossarlo ogni qual volta vai a trovare la tua cara nonnina. Peggio ancora se il maglione te lo regala una zia che non sa lavorare a maglia perché, se nel caso della nonna è apprezzabile la fatica e l’amore che ha messo nel confezionarti questo capo d’abbigliamento così trash da far rabbrividire chiunque, la zia è andata in un negozio e tra tutti i maglioni disponibili ha scelto il capo più brutto che le è capitato a tiro. Sei sicuro che tua zia ti vuole tanto bene come dice? Per scegliere una roba del genere c’è qualcosa sotto…fossi in te indagherei.

2- SALI DA BAGNO. Chi non li ha mai ricevuti? Sappiate che c’è un’altissima probabilità che quella profumata confezione che avete tra le mani sia stata riciclata! Ebbene sì, i sali da bagno sono tra le cose più regalate, ma più riciclate dai tempi dei tempi e sapete perché? Non li usa nessuno! Adesso le aziende produttrici di sali da bagno mi si rivolteranno contro, ma ammettiamolo, chi oggi usa i sali da bagno nella vasca? Inoltre, se vogliamo dirla tutta, questo regalo può anche essere male interpretato: chi lo riceve potrebbe anche pensare di emanare cattivo odore e che quel regalo sia un chiaro invito a curare di più la propria igiene personale. Per la serie, cosa avranno voluto dirti con quel regalo?


SCEGLI IL REGALO SU MISURA PER TE!

spazzola per calvi3- IL REGALO UTILE… NON PER TE. Non sempre ciò che ci regalano è un chiaro segno di cattivo gusto, spesso si tratta solo di essere sbadati e poco attenti alle esigenze e ai gusti degli altri. Qui si apre la lunga parentesi dei regali che si dimostrano utili… ma per altri. Pensiamo ad una spazzola professionale regalata ad una persona calva, a un set di tazzine da caffè con tanto di caffettiera decorata con lo stesso motivo delle tazze a chi non beve caffè nemmeno sotto tortura (esperienza provata di persona, io odio il caffè, anche solo l’odore mi dà fastidio. Sì, lo so a cosa state pensando, sono una brutta persona, ma i gusti sono gusti), un porta sigari o sigarette a chi non fuma o ha smesso di fumare, un libro in lingua tedesca quando il tuo tedesco si limita alle parole “danke, ja, nein, Kartoffeln (grazie, sì, no, patate)“. Ricordo ancora quel che dissi a chi mi regalò un libro in russo: “non sai da quanto tempo avrei voluto leggerlo” (non riuscendo nemmeno a capire dal titolo che libro fosse). Potrei fare di questi esempi all’infinito, ma te li risparmio, la lista è così lunga che potresti star qui ore a leggere.

4- PANTOFOLE DI PELUCHE. Ecco un altro classico di cui è giusto avere il terrore! Arriva sempre il parente simpatico (o presunto tale) di turno e ti appioppa un pacco incartato alla buona, con carte appariscenti e fiocchi improponibili. Mentre lo scarti ti sale un brivido lungo la schiena, perché dalla morbidezza e dal peso del pacco hai già capito tutto! Appena le vedi ti verrebbe voglia di piangere per la rara bruttezza: coniglietti blu, maialini rosa, draghetti verdi, pantegane arancioni. Il parente simpatico, o presunto tale, ha anche il coraggio di aggiungere “Sono caldissime!”. Ovviamente tu sorridi, annuisci e pensi che tornato a casa il cane saprà come occupare il suo tempo.

regalo brutto calzini5- CALZINI E CALZE DI LANA. Eccolo il classico dei classici, un evergreen che non tramonterà mai, il regalo che rappresenta il classico “pensierino” confezionato nel pacchettino piccolo e leggero e tu non hai bisogno di scartarlo, sai già perfettamente di cosa si tratta. C’è però una variante: ogni anno rimani sempre più stupito dalle fantasie, colorazioni e disegni di pessimo gusto che la mente umana è in grado di partorire. Anzi, ormai è diventata una vera e propria sfida: saranno più brutti di quelli dell’anno precedente? Così tra calze di lana, calzini di spugna, antiscivolo, scalda muscoli e gambaletti, anno dopo anno ti rifai il guardaroba dell’orrore. Non mi ricordo l’ultima volta che ho comprato calze di mia spontanea volontà riuscendo incredula a seguire il mio gusto personale. Ormai mi sono rassegnata: avrò calze brutte fino alla fine dei miei giorni, questo è sicuro.

Esiste una soluzione o sei destinato a ricevere regali brutti tutta la vita?

Per fortuna sì, la musica è cambiata ed esiste una soluzione pratica, veloce e assolutamente gratis: creare una lista regalo online!

Ad esempio, per il mio compleanno ho deciso di fare la lista su Giftsitter.com. I miei amici e parenti hanno versato le loro quote e anche i pensierini di pochi euro finalmente sono diventati utili perché sono stati cumulati e ho raccolto un bel gruzzolo. Con il denaro raccolto nella mia lista ho comprato un bel biglietto aereo con destinazione Berlino. Finalmente un regalo gradito, il regalo che desideravo e che ha realizzato un mio sogno!

Ricevuto regali indesiderati? Meriti di meglio!


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30 cose da fare prima di compiere 30 anni

Compiere 30 anni è tra i traguardi più importanti delle nostre vite.

A qualcuno saranno già venute crisi ansiose, ma forse un modo per arrivare ai 30 in completo relax e senza rimorsi c’è, ed ecco che noi di Giftsitter abbiamo stilato una lista di 30 cose da fare prima di spegnere la 30esima candelina!

  1. Vedere almeno una delle sette meraviglie del mondo
  2. Consegna il curriculum all’azienda dei tuoi sogni
  3. Passare alcuni giorni solo con lo zaino in spalla
  4. Partecipare ad un festival
  5. Imparare a cucinare qualcosa di speciale
  6. Nuotare nell’Oceano, meglio se a mezzanotte
  7. Perdersi in una città straniera
  8. Fare uno sport adrenalinico
  9. Fare un viaggio da soli
  10. Cucinare per un reggimento ed invitare a cena tutti gli amici
  11. Imparare a fare i cocktail
  12. Scalare una vetta
  13. Mangiare qualcosa di disgustoso
  14. Andare a New York
  15. Assaggiare almeno uno dei cibi tradizionali di altri paesi
  16. Provare la guida della propria auto da sogno
  17. Fare una maratona (basta anche provarci… o semplicemente pensare di provare, non siamo così pignoli)
  18. Assistere ad una pioggia di meteore
  19. Fare volontariato
  20. Fare cose che non possiamo raccontare né ai nostri genitori né ai nostri figli
  21. Imparare una lingua straniera
  22. Dormire sotto le stelle
  23. Crearsi un nuovo hobby
  24. Mangiare in un ristorante di lusso
  25. Smettere di vestirsi come un liceale
  26. Staccare per un giorno intero… o persino una settimana e medita.
  27. Fare una vacanza indimenticabile con gli amici
  28. Regalarsi qualcosa di estremamente costoso
  29. Organizzare una festa di compleanno degna di una star
  30. Far sì che questa lista non rimanga solo una lista!

State pensando che per molte di queste cose avrete bisogno di denaro? Beh, di cosa vi preoccupate? Il viaggio, l’oggetto costoso, la cena al ristorante o qualsiasi altra cosa fatevela regalare tramite Giftsitter.com. Aprite una lista, ognuno verserà la propria quota voi deciderete cosa fare del denaro regalato. Non esiste regalo migliore!

Per maggiori informazioni sul servizio visitate la nostra pagina sulle domande frequenti. 

 

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Kit emergenza per la sposa

Come sopravvivere al grande giorno? Ecco 10 oggetti indispensabili per le sposine

Dopo tanti preparativi e organizzazione, di sicuro le spose non vorrebbero mai che tutto si vanifichi per un piccolo e fastidioso imprevisto, ecco perché ogni sposa il giorno del proprio matrimonio dovrebbe avere con sé un piccolo kit con tutto il necessario per affrontare ogni imprevisto che può capitare, anche il più imprevedibile!

Questo kit non è altro che una borsa, da lasciare in macchina o da affidare alla persona più affidabile che conoscete, che verrà riempita con tutti quei piccoli oggetti che vi salveranno da una crisi di nervi, qualunque cosa succeda!

Ovviamente, ognuna di voi ha diverse esigenze, ma noi stiliamo una lista dei 10 oggetti che di sicuro vi saranno utili.

1- Piccolo kit di ago, filo e forbice. Può capitare che qualcuno metta la sua leggiadra zampetta sul vostro strascico e…trac! Oppure all’improvviso salta un bottone del corsetto. Cosa fate? Con ago e filo tutto può essere risolto.

2- Collant di riserva. Sempre più odiati dalle donne, ma il collant va messo anche ad estate inoltrata. E se si smaglia? Portate con voi un paio di collant di ricambio e sarete certe che non dovrete andare in giro a gambe nude sopratutto se indossate un abito corto che sembra essere la tendenza della prossima primavera/estate.

3- Deodorante, profumo e un piccolo asciugamano. Estate torrida o balli sfrenati, anche una sposa può sudare! Meglio avere con sé il necessario per evitare di sentirsi a disagio per tutto il giorno ogni volta che alzerete le braccia!

4- Indicazioni stradali. Può essere che qualche amico chiami lo sposo a dieci minuti dall’arrivo della sposa perché ha sbagliato strada. Non avrà certo la lucidità per fornire personalmente quelle informazioni!

5- Scarpe di ricambio. Le scarpe che avete scelto per il matrimonio potrebbero rivelarsi delle vere armi di tortura. Mettete nella borsa un paio di ballerine bianche, i vostri piedi ne avranno indubbiamente bisogno a un certo punto della giornata:

6- Trucchi e specchietto. Rimmel, rossetto, fondotinta e cipria NON possono mancare nella borsetta di nessuna sposa! Lo stesso vale anche per la lacca e, ancora più importate, uno specchio portatile!

7- Ombrello. Nessuno vorrebbe che piovesse al proprio matrimonio, nonostante il vecchio detto “sposa bagnata, sposa fortunata“, ma portarsi dietro un ombrello bianco per scaramanzia non guasta.

8- Forcine e spille da balia a volontà. Forcine e spille da balia potrebbero diventare le vostre migliori amiche: possono rivelarsi utili in mille occasioni, quindi portatele sempre con voi!

9- Spazzole per gli abiti, soprattutto per l’abito dello sposo. Lancio del riso su giacca nera. Aggiungiamo altro?

10– Fazzoletti. Per asciugare le lacrime (magari quelle dello sposo), togliere macchie e aggiustare il trucco, i fazzoletti devono essere sempre a portata di mano!

Avete preparato il vostro kit d’emergenza? E avete già pensato alla lista nozze? Beh, per quello non preoccupatevi, ci pensa Giftsitter.com! 

 

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12 buoni motivi per fare le valigie e partire

La routine quotidiana ti stressa? Beh, allora hai decisamente bisogno di una vacanza! Che sia lunga o breve non importa: “armatevi e partite”!
Ecco quindi 12 buoni motivi per fare le valige e partire:

1. Puoi mangiare ogni sera quantità spropositate di cibo senza ingrassare, grazie alle lunghe camminate quotidiane che dovrai fare per visitare i luoghi più belli del mondo. Ma se la tua è una vacanza all’insegna del relax e passerai una settimana sotto una palma a sorseggiare un cocktail, non preoccuparti, per essere sicuro di tornare a casa snello e in forma basta mangiare qualcosa dalla bancarella di strada più sporca che c’è in città la penultima notte del viaggio. A buon intenditore…

2. Sia che tu stia tremando di paura per un viaggio da brivido su un mezzo pubblico locale o che tu sia rilassato sotto il sole accanto a una cassa di birra, la tua esperienza è comunque più emozionante di quello che stanno facendo i tuoi amici a casa. Il brivido che provi andando in giro in qualche posto nuovo sapendo che non sei al lavoro è una delle cose più belle della vita. Sarai l’invidia di tutti al tuo ritorno, quindi rilassati, divertiti e non pensare a nulla, non vorrai deludere i tuoi haters?

3. Se incontri una persona che non ti sta simpatica, puoi non parlagli mai più, cosa che non puoi fare con quel tizio che ti siede accanto tutti i giorni al lavoro.

4. Non importa quanto tu sia linguisticamente impedito: le parole “yes”, “no”, “beer”, “hotel” e “toilet” funzionano quasi ovunque.

5. Molto probabilmente, la tua destinazione di viaggio sarà molto più economica del tuo paese di origine, spenderai poco e ti sentirai ancora più felice.

6. Imparerai cose nuove sulla nazione che stai visitando con la tua esperienza diretta, non attraverso ciò che ti hanno insegnato a scuola o quello che fingi di sapere guardando i documentari del National Geographic. Scuola, lavoro e carriera sono certamente importanti, ma non sono le cose più importanti nella vita. Educare te stesso e allargare i tuoi orizzonti potrebbe avere un impatto migliore su di te. Ad esempio, è più facile capire un paese come la Tunisia se sei lì a parlare con i cittadini e vivere la loro vita quotidianità piuttosto che leggerne un libro.

7. Fare cose nuove che ti rendono felice. Mollare tutto e partire per un viaggio intorno al mondo potrebbe essere l’occasione per fare qualcosa di diverso come imparare a fotografare, fare volontariato, imparare a cucinare cose nuove o scrivere.

8. Immortalarti in tutti i luoghi, in tutti i mari, in tutti i laghi… Quelle buffonate infantili che la gente è solita fare nelle fotografie (tipo far finta di sorreggere la Torre di Pisa, mettersi in posa accanto ad un finto gladiatore al Colosseo): sì, adesso puoi farlo anche tu e dato che le stai facendo non sono più tanto ridicole. È divertente, vero? E se vuoi scatti perfetti, chiedi di scattare la  foto ai turisti (meglio se giapponesi) che ti stanno intorno, non si stresseranno all’idea di cercare la posa perfetta perché sono nei tuoi stessi panni, quindi non dimenticare di ricambiare il favore!

9. La cosa più vicina al cucinare sarà indicate con un dito il pesce che vuoi alla griglia per cena e i piatti non li lavi tu!

10. Hai la rilassante certezza che esiste qualcuno che è pagato per farti trovare la stanza immacolata al tuo ritorno in camera.

11. Avere la sensazione di essere completamente liberi. Nessuno ti dirà: dove vai? cosa fai? andiamo qui? Vuoi andare a sederti sulla spiaggia tutto il giorno per una settimana con la tua pila di libri preferiti? Vuoi fare escursioni o mangiare cucina tipica della località che hai in mente? Puoi fare quello che vuoi a patto di viaggiare solo o insieme a compagni di viaggio compatibili al 100%.

12. Puoi finalmente abbandonare il cellulare e il computer. Durante Il Giro del Mondo in 80 Giorni Phileas Fogg non stava online ore e ore ogni giorno, quindi meno tecnologia, più avventura!

Qualsiasi sia la vostra meta, perché non farti regalare il tuo viaggio tramite Giftsitter.com?

 

 

 

 

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Dress code: i 5 look da evitare ad un matrimonio

Prendere parte al matrimonio di amici o di parente è sempre un piacere, ma quando si riceve l’invito inevitabilmente si viene presi dall’ansia e nella nostra mente si affaccia un’unica domanda: come mi vesto?

Un problema solo da donne? Io non direi. Anche certi uomini fanno dei passi falsi!

Vediamo, quindi, cosa bisogna attentamente valutare prima di decidere come vestirsi a un matrimonio e quali sono gli errori fatali assolutamente da evitare.

  1. Non vestirsi mai di bianco. Il bianco è il colore della sposa, la protagonista della giornata, l’unica in quel giorno ad essere autorizzata ad indossare un abito bianco. Il consigio non è valido solo per le invitate al matrimonio, ma anche per lo sposo! In effetti, anche se ormai sembra essere di moda, sconsigliamo allo sposo di vestirsi di bianco, a meno che faccia parte della marina militare e decida di sposarsi in alta uniforme.
  2. Total look rosso, viola o nero. È sconsigliato optare per colori troppo accesi che potrebbero risultare aggressivi ed eccentrici come il rosso e il viola, anche perché quest’ultimo è anche visto come inadeguato poiché, essendo usato in chiesa nel periodo della quaresima e per i funerali, è considerato un colore che porta cattivo augurio. Se però siete uomini, potete tranquillamente usare questi colori per i vostri accessori, magari per la cravatta o un papillon, ma ricordate sempre di non esagerare. Un capitolo a parte è il nero: il galateo lo fa rientrare tra i colori vietati per le donne, ma a piccole dosi è concesso, ovviamente al solo patto che gli accessori lo sdrammatizzino e lo rendano più festoso. Nel dubbio evitate anche il nero. Perfetti per un matrimonio i colori pastello o abiti stampati.
  3. Evitare le scollature eccessive o vestiti sexy. Forse qualche uomo dissentirà, ma il buongusto deve essere la linea guida da seguire per un’invitato ad un matrimonio, quindi meglio che le donne evitino scollature troppo generose, specialmente se la cerimonia si tiene in chiesa, ma non solo. Lo stesso vale per vestiti troppo trasparenti, corti o striminziti poiché risulterebbero inadeguati per l’occasione.
  4. Non indossare per nessun motivo i jeans. Questo consiglio vale sia per le donne che per gli uomini. Per quel che riguarda gli uomini, cercare di far diventare un paio di jeans più eleganti indossando una giacca non è una soluzione. Optate per il completo. Per quel che riguarda le donne, beh, i jeans saranno pure comodi, ma diciamo che non è proprio il caso. Sono concessi i pantaloni, anche se un bell’abito fa sempre la sua figura.
  5. Sbagliare la lunghezza può essere fatale. Per quel che riguarda gli uomini, ricordate semplicemente di aver la lunghezza giusta delle maniche della giacca perché sembrerà che indossiate una giacca presa in prestito. Ricordate la manica della giacca, deve avvolgere il polsino della camicia e non deve essere troppo larga da far intravedere la fodera all’interno, né troppo stretto da formare grinze sul polsino della camicia. Ovviamente anche la camicia deve essere della lunghezza giusta, mi raccomando, deve coprire il polso. Per le donne invece la lunghezza è fondamentale. L’abito lungo è ammesso solo ed esclusivamente se il matrimonio si svolge dopo le 5 di pomeriggio e anche in quel caso, vi prego, fate attenzione a non esagerare con l’effetto “red carpet”. Siete a un matrimonio, non alla notte degli Oscar!

Avete Deciso cosa indossare? E avete già pensato al regalo della lista nozze? Beh, per quello non preoccupatevi, ci pensa Giftsitter.com

Ecco qui un video esplicativo di soli 2 minuti del nostro servizio. 

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Le 10 cose da NON fare quando stai scrivendo la tesi di laurea

Scrivere la tesi di laurea è un’angoscia? Niente panico!

Ecco 10 consigli da seguire per non sbagliare e scrivere la tesi migliore di sempre

Avete finito gli esami e l’unico ostacolo da superare per arrivare alla tanto agognata meta è scrivere la tesi di laurea. Non è una cosa semplice, anche perché spesso vi troverete a fare delle cose che non vi aiuteranno a migliorare la vostra situazione, anzi, vi faranno andare nel panico e sono sicura che comincerete a guardare gli spigoli di casa con altri occhi. No, non fatelo, sbattere la testa contro quello spigolo tagliente non vi aiuterà perché, volenti o nolenti, anche se proverete a non fare certe cose inevitabilmente le farete. Quello che invece potete fare è una sonora risata e cercare di seguire (più o meno) i consigli di Giftsitter. Ecco quindi stilata la lista delle 10 cose da NON fare (ma che inevitabilmente farete) quando state scrivendo la tesi.

  1. 153824736-300x243Svegliarsi troppo tardi. Dopo tanti anni, quando finiscono esami e lezioni ci si sente finalmente liberi e si finisce col dimenticare che invece va compiuto ancora l’ultimo sforzo: la tesi! Non ascoltate la vocina che vi dice “Tanto non hai lezione e hai finito gli esami” e ricordate che la tesi non va per niente trascurata! Quindi cercate di non svegliarvi tutti i giorni a mezzogiorno: in un batter d’occhio la giornata sarà già finita e voi non avrete concluso nulla.
  2. Vivere alla giornata. Quando scrivete la tesi nulla deve essere lasciato al caso. Stilate un programma settimanale. Segnate tutto: scadenze e incontri con il relatore per evitare di farvi prendere dal panico il giorno del ricevimento. Beh, sì, il panico vi verrà lo stesso, ma di sicuro vi sentirete meno in colpa perché avrete seguito alla perfezione il vostro piano.
  3. Lasciare la pagina di Facebook aperta sul pc. Quando si scrive la tesi si ha bisogno di internet per cercare informazioni, collocazioni di libri e altro, ma il vostro nemico numero uno in quel momento è sempre in agguato: Facebook! Non dite che non è vero, chi di noi non è un Facebook-addicted? Lo sappiamo che tra una ricerca sul sito Opac e una sistemazione di nota a piè di pagina vi viene la voglia di aprire il vostro profilo. Vi raccomandiamo di resistere a questa tentazione e se serve ripetete “Facebook è il male! Facebook è diabolico!”
  4. Iniziare una serie tv. Le serie tv sono come le ciliegie: finita una puntata, non potete davvero fare a meno di vederne un’altra. Forse sono più pericolose di Facebook! Perché? Ti tengono incollati allo schermo e non vuoi smettere fino a quando non finisci la serie e poi? Poi cominci a cercare su internet ogni informazione sulla prossima serie, indiscrezioni, rumors. Ma signori miei, vi ricordate che non state facendo la tesi sul simbolismo in American Horror Story?
  5. images (1)Trovare la scusa per uscire in ogni momento e in qualunque caso. Quando si rimane chiusi in casa per la tesi, anche uscire per fare interminabili ore di fila alle Poste diventa un’attività goliardica a cui è difficile rinunciare. Assaporare la libertà, vedere la luce del sole e il cielo azzurro sarà bellissimo, ma anche inzupparsi di acqua in caso stia diluviando diventa un’esperienza da non perdere. Attenti, quando scrivete la tesi, anche andare a fare la spesa è pericoloso: solo ieri sono riusciti a trovare il laureando di agraria che si nascondeva da più di un mese nel reparto frutta e verdura  del supermercato in centro. Il ragazzo, ancora sotto shock, si è difeso dichiarando: “Voi non capite, io lo faccio per la scienza!” Dunque non mentite a voi stessi: “esco mezz’ora” si trasformerà in almeno mezza giornata.
  6. Affidarsi ciecamente alla tecnologia. Qualche cultore di circuiti informatici inorridirà, ma è sempre meglio non affidarsi al 100% alla tecnologia. Quindi fate più copie possibile della vostra tesi e mettetele in chiavette USB, CD e inviatele tramite mail a molti vostri contatti, non preoccupatevi di essere accusati di spam, diffondere il sapere non è mai stato un crimine. Inoltre, state tranquilli, i vostri amici conserveranno con cura il file perché non vorranno assistere alla vostra “ira funesta”.
  7. Uscire tutte le sere a fare baldoria. Nessuno vi dice che dovete essere dei reclusi, è giusto svagarsi un po’ e avere una vita sociale, ma ricordatevi di non esagerare perché immediatamente vi riporterà al primo punto della nostra lista: lo so che non volete rileggere la lista un’altra volta, suvvia avete già troppa roba da leggere per la tesi, quindi io non rischierei.
  8. Non curare il proprio aspetto. Ecco, se alla fine avete deciso di prendere una boccata d’aria (solo perché era nei vostri piani) e per una sera volete svagarvi un po’, ricordatevi che la gente che vi sta attorno non ha voglia di farsi venire un infarto osservando le vostre occhiaie. Quindi, soprattutto se siete donne, ricordate che il fondotinta e il compriocchiaie sono i vostri migliori amici. E per gli uomini? Beh, nessuno di noi vi chiede di truccarvi, basta evitare di farvi vedere con i capelli arruffati e la stessa maglietta per tre giorni di fila… che siete dei “ninja del bucato” non ci crede nessuno! E no, uscire in pigiama non è contemplato.
  9. download (2)Chiedere “A che punto sei”. Il confronto va bene, ma chiedete il meno possibile ai vostri colleghi che in teoria dovrebbero laurearsi alla vostra sessione a che punto sono con la stesura della tesi. Ci sarà sempre qualcuno più avanti di voi, quindi perché farvi venire ansia? Andate per la vostra strada.
  10. “Basta, non ce la farò mai. Ho deciso, non mi laureo!”. Per favore, siamo seri. Chi di voi non ha pensato o detto questa frase? Commiserarsi  non serve a nulla! Anzi a qualcosa sì, serve solo a farvi perdere tempo prezioso!

E dopo che consegnate la tesi dovrete pensare anche a cosa farvi regalare per la laurea?


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velo da sposa

Tutta la verità sul velo da sposa

Ebbene sì, quando i matrimoni erano combinati si usava nascondere la sposa sotto un velo per coprire il suo volto. Effetto sorpresa? Di sicuro sì, immaginate la faccia dello sposo quando scopriva che la sposa non brillava particolarmente per bellezza. Lo sposo poteva alzare il velo solo alla fine della cerimonia, fate un po’ voi quattro conti. Inoltre, la lunghezza era un fattore interessante: si aggiungeva un metro per ogni anno di fidanzamento.

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Ormai il velo ha quasi solo un valore estetico e si indossa per dare al vestito il tocco finale ed essere una sposa perfetta, ma è un accessorio che alle sue spalle una lunga storia che affonda le radici già nell’antichità.

Nell’antica Roma il velo era indossato dalla sposa come simbolo di buon augurio: durante la cerimonia veniva posto anche sulla testa dello sposo, come se si intendesse proteggere la coppia. Questo velo, detto “flemmum” era dei colori del fuoco: poteva quindi essere giallo o rosso. Inoltre, la sposa dell’antica Roma indossava sopra il velo una coroncina di di mirto e fiori di arancio: questa corona era un simbolo di vittoria per la sposa che era riuscita a non cedere alle tentazioni della passione e aveva preservato la sua verginità.

Con il passare dei secoli il significato del velo della sposa è cambiato: nel Medioevo il velo veniva fermato al capo con fili d’oro e perline ed era credenza comune che avesse il compito di proteggere la sposa da gli spiriti maligni o dal malaugurio.

Nel Novecento il velo diventa un accessorio inscindibile dal vestito e la sua lunghezza e il tessuto cambieranno prima in base a fattori storici ed economici, poi alle tendenze della moda, fino ad arrivare al gusto personale.

Il significato del velo cambia anche a seconda della cultura. Ad esempio, nella tradizione giapponese è usato per nascondere simbolicamente la gelosia della sposa, il suo ego e il suo egoismo.

In Africa le spose non indossano un velo, ma un copricapo abbinato al vestito.

In Cina donne indossano un elaborato copricapo dal quale nell’antichità scendeva sul viso, a coprire il volto, un velo rosso la cui funzione era celare il volto della sposa agli occhi degli invitati e dello sposo: l’uomo avrebbe visto per la prima volta il viso della moglie una volta divenuto suo marito, nella prima notte di nozze.

Avete scelto il vostro velo? E la lista nozze? Beh, per quello non preoccupatevi, ci pensa Giftsitter.com

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